La basilica collegiata del Santo Sepolcro è una delle principali chiese di Barletta e fin dalla fondazione conserva uno stretto legame con la Terra santa e con il sepolcro di Cristo.
Cosa vedere
Di stile gotico temperato, la basilica ha pianta a tre navate scandite da sette campate, con transetto e un'abside per navata; le tre absidi si affacciano su corso Garibaldi, mentre l'ingresso principale è a ovest, su un sagrato pedonale che conserva ancora una porzione dell'antico portico, e per entrare bisogna scendere alcuni gradini. All'ingresso c'è il nartece, un ambiente più basso delle navate e sovrastato da altri ambienti; le campate sono scandite da archi a sesto acuto, con volte a ogiva, e al livello superiore corrono i matronei. Sull'altare maggiore troneggia un crocifisso ligneo, e a sinistra del portale maggiore una lapide ricorda la consacrazione della chiesa e dell'altare maggiore, avvenuta il 24 febbraio 1726 per mano di Nicola de Queralt, originario di Barletta. Nella cappella sopra il nartece, decorata con icone del Duecento e affreschi del Trecento, si può visitare, secondo le fonti, il Tesoro del Santo Sepolcro: una croce patriarcale binata, un tabernacolo con il Cristo in maestà in mandorla, una colomba eucaristica in rame dorato, un ostensorio del XII secolo e un breviario-rituale di origine gerosolimitana, anch'esso del XII secolo.
Il primo documento che attesta con certezza l'esistenza della chiesa risale al 1130, lo stesso anno in cui papa Innocenzo II riconobbe l'Ordine dei canonici del Santo Sepolcro; nel 1144 si accenna alla fondazione del tempio da parte dei Cavalieri del Santo Sepolcro, che, tornati dalla Palestina, l'avrebbero realizzato insieme ad altri edifici in tutta la Puglia. La chiesa sorge in posizione strategica fra la via Francigena adriatica e la via per Canosa, e fu meta di transito per i pellegrini e i crociati diretti in Terra santa dal porto di Barletta; le fu addossato l'Ospedale dei pellegrini, che risale al periodo fra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. Nel 1291, dopo la caduta di San Giovanni d'Acri, il patriarca di Gerusalemme Randulphus si rifugiò a Barletta e, secondo l'antica tradizione, portò con sé preziosi cimeli, fra cui una stauroteca con un frammento del legno della Croce, da allora particolarmente venerata nella chiesa. Nel 1456 un terremoto danneggiò il campanile; nel corso della storia se ne sono alternati tre, e l'ultimo, barocco, fu demolito nel 1903. Nel 1489 papa Innocenzo VIII unì i Canonici del Santo Sepolcro ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, poi di Malta; la chiesa fu elevata a collegiata nel 1852, a parrocchia nel 1908 e a basilica minore nel 1951. Fra il 1968 e il 1972 un complesso restauro riportò alla luce reperti della basilica medievale e ridiede alla copertura la forma originaria.
La visita
La basilica ha il fronte lungo su corso Vittorio Emanuele, a nord, e le tre absidi su corso Garibaldi, a est. Le fonti consultate non indicano orari né condizioni di ingresso, né per la basilica né per il Tesoro: vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
Dalla basilica partono le due processioni serali legate al Santo Legno della Croce: quella del Venerdì Santo, che risale al Duecento, e quella del 14 settembre, che ricorda il voto fatto durante la peste del 1656 e si tenne per la prima volta il 3 maggio 1657.
