Chiesa di San Francesco da Paola
La chiesa seicentesca dei Minimi a Fasano, accanto all'ospedale, con la cupola dipinta e il pulpito del Settecento.
4 luoghi raccontati a Fasano
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La chiesa seicentesca dei Minimi a Fasano, accanto all'ospedale, con la cupola dipinta e il pulpito del Settecento.
La chiesa novecentesca accanto alla matrice di Fasano, oggi sala culturale, con vetrate tiffany e una grande tela.
La chiesa cinquecentesca in piazza Ciaia a Fasano, cuore della festa patronale e della festa dei Santi Medici.
La chiesa dei frati osservanti a Fasano, con la cupola, il campanile a cipolla e il chiostro affrescato del Seicento.
Il Torrione delle Fogge è l'unica rimasta delle quattro torri che un tempo segnavano gli angoli della cinta muraria di Fasano. Stava a guardia della porta sud, la più antica della città, chiamata «buco» o, in dialetto, «caravutto», dallo scolo che si apriva nella muraglia e che oggi è interrato, e si affacciava sulla vallata delle Fogge.
Le fogge, dal latino fovea, erano cisterne pubbliche molto profonde e vaste, in cui si raccoglieva l'acqua piovana portata dai torrenti che scendevano dalle colline: erano la grande riserva d'acqua del paese. Nell'Ottocento, diventata la zona malarica, furono coperte, e l'area fu trasformata in un grande spazio verde, oggi Parco della Rimembranza.
Degli altri tre torrioni si conoscono le posizioni: quello a est, detto dell'orologio perché reggeva l'orologio pubblico, sorgeva all'angolo di piazza Ciaia; quello a ovest era in corso Perrini, alle spalle della chiesa matrice; quello a nord, all'angolo tra corso Vittorio Emanuele e l'attuale via Fogazzaro, fu abbattuto nell'Ottocento.
La piccola torre è di proprietà privata, e dal 2013 è chiusa: un forte nubifragio ne ha danneggiato gravemente le fondamenta. Si osserva dall'esterno.
Prima della chiusura il torrione era la bottega di un mastro fabbro fasanese, che vi lavorava il ferro con i metodi antichi. Secondo la tradizione, nella vallata delle Fogge i fasanesi vinsero lo scontro decisivo contro i Turchi invasori.
Il Museo della Casa alla Fasanese è un'antica abitazione nel centro storico di Fasano, alle spalle del municipio, in piazza Mercato Vecchio. La casa risale al Cinquecento: con il tempo fu inglobata dentro Palazzo Pezzolla, e si salvò dalle demolizioni di fine Settecento che fecero spazio alla piazza. Oggi è la sede dell'associazione culturale «U'mbracchie», nata nel luglio 2010 per riqualificare il centro antico; nel dicembre dello stesso anno il Comune le affidò la casa, e dopo i lavori di pulizia e di arredo il museo aprì il 17 luglio 2011.
La casa alla fasanese è un tipo di abitazione costruito in tufo a partire dalla fine del Cinquecento, pensato per sfruttare ogni spazio. Si entra direttamente dalla strada nella sala; da qui si apre l'alcova, la zona notte dei genitori, a cui si accede da un'arcata elegante e che una tenda chiudeva all'occorrenza. C'è poi il camerino, la stanza per i figli quando erano pochi, e infine il mezzanino, per la prole più numerosa, raggiunto con una scala mobile di legno.
All'interno sono esposti oggetti e utensili della vita quotidiana di un tempo.
Il museo funziona anche come punto di accoglienza turistica per il centro antico. Aperture e orari vanno verificati con l'associazione che lo gestisce.
Il nome dell'associazione, «U'mbracchie», viene probabilmente dal latino umbraculum, ombra: la stessa ombra che si trova tra le strette stradine del borgo antico di Fasano.
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