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Chiesa Matrice di Francavilla Fontana
La basilica collegiata del Santissimo Rosario, la chiesa matrice di Francavilla Fontana, è la più grande della diocesi di Oria. La tradizione ne lega l'origine al 14 settembre 1310, quando il principe di Taranto Filippo I d'Angiò trovò presso una fonte un'icona bizantina della Madonna e ordinò di costruirle intorno una chiesa. Quell'edificio, allargato verso il 1510 e consacrato nel 1572, fu danneggiato gravemente dal terremoto del 1743, e invece di ripararlo si preferì ricostruirlo. Alla spesa partecipò tutta la città: il principe Michele Imperiali offrì più della metà della somma, gli ufficiali dell'Università rinunciarono allo stipendio, il popolo diede le elemosine. La prima pietra fu posata il 15 agosto 1743; il progetto, arrivato da Roma, fu scelto con l'aiuto dell'architetto Mauro Manieri, che diresse il cantiere per un anno. Nel 1759 la chiesa fu inaugurata, anche se non del tutto finita. Dal 2012 è basilica minore.
Cosa vedere
La facciata ricorda per certi aspetti le chiese romane del Gesù e di Sant'Ignazio, ed è più vicina al barocco di Roma che a quello leccese dei centri vicini: lesene abbinate con capitelli corinzi le danno un andamento ondulato. Si entra da tre porte; nella lunetta del portale centrale ci sono l'immagine della Madonna della Fontana e lo stemma civico, e ai lati estremi della facciata, accanto alle volute, le statue degli apostoli Pietro e Paolo. La cupola, indicata come la più alta del Salento, con tredici metri di diametro, è rivestita fuori di maioliche policrome, alla maniera napoletana, e poggia su un alto tamburo con otto finestroni. Il campanile fu cominciato nel 1791 sul progetto del Manieri ed è stato completato solo in anni recenti.
L'interno ha un impianto centrale a croce greca, prolungato nell'abside, a tre navate: un modello raro nelle chiese salentine del Sei e del Settecento, quasi tutte a croce latina. Quattro grossi piloni reggono gli archi e i pennacchi della cupola. Nella cappella della Madonna della Fontana l'antica icona della Vergine con il Bambino è inserita nella parete, dietro l'altare commissionato nel 1773 al marmoraro napoletano Domenico Tucci. L'altare maggiore e la balaustra di marmo vengono dalla vecchia chiesa di San Francesco d'Assisi. Molte tele sono di Domenico Carella, tra cui la Consegna delle chiavi e la Battaglia di Lepanto.
La visita
La basilica è stata riaperta al culto il 16 maggio 2021, dopo i lavori all'interno della cupola e al transetto. La Madonna della Fontana si festeggia il 24 gennaio e il 14 settembre; orari di apertura e delle messe vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
Entrando, voltatevi verso la controfacciata: sopra la porta principale c'è La caduta del fulmine, una tela di Ludovico Delli Guanti. Ricorda il 28 marzo 1779, quando in chiesa si teneva un'assemblea amministrativa finita in ingiurie pesanti, e un fulmine uccise Angelo Candita, uno di quelli che avevano usato i toni più offensivi. Il fatto fu ritenuto miracoloso.
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