San Michele Salentino

Provincia: Brindisi · Regione: Puglia · Abitanti: 6.371 · CAP: 72018

Questo paese è stato fondato due volte, e tutte e due le volte da un proprietario che voleva far rendere la sua terra. Nei primi decenni del Seicento Michele Vaaz de Andrada, conte di Mola e barone di San Donato, mise su un piccolo villaggio attorno a una masseria che c'era già, e lo popolò con novanta famiglie di emigrati dalla Schiavonia, cioè dai Balcani: per questo, fino a qualche decennio fa, San Michele Salentino si chiamava anche Massarianova. La seconda fondazione è dell'agosto del 1839, quando il principe Francesco Dentice di Frasso — figlio di quel Gerardo che a fine Settecento aveva costruito la masseria San Michele su una proprietà di trecentottantanove ettari — concesse a sessantuno coloni alcuni suoi terreni nelle contrade San Michele e Aieni. Quello è considerato l'atto di nascita del paese, e sullo stemma comunale c'è ancora il pesce d'oro dei Dentice.

L'autonomia, però, se l'è dovuta prendere. La contrada dipendeva prima da Ceglie e poi da San Vito, verso cui i collegamenti erano più comodi: ebbe un cimitero suo nel 1876, una chiesa nuova nel 1882 e la parrocchia nel 1901, ma il comune no. La gente lo chiese con insistenza, il contenzioso si trascinò e negli anni 1912 e 1913 finì anche in turbolenze e violenze; si chiuse soltanto il 25 ottobre del 1928, quando fu costituito il comune, il ventesimo della provincia di Brindisi. In quell'occasione il nome cambiò in San Michele Salentino, per non confonderlo con gli altri paesi intitolati all'arcangelo. Oggi il paese ha due primati molto diversi: il fico mandorlato, presidio Slow Food, e il rapporto fra concessionari di auto usate e abitanti, che dicono sia il più alto d'Europa.

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Cosa c'è intorno

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