La chiesa di Santa Maria delle Grazie di Cerignola è una chiesa campestre del XIV secolo, nell'agro cittadino, in contrada San Martino.
Cosa vedere
Fu fatta costruire da Lorenzo e Goffredo Lupis, fuggiti da Giovinazzo nel 1382. È nota anche come «chiesa del Padre Eterno», per le numerose immagini di questo soggetto, e come «Incoronatella», dalla cappella laterale fatta costruire nel 1785 dalla famiglia Battaglino e consacrata alla Madonna dell'Incoronata, venerata nel santuario del borgo omonimo presso Foggia. L'esterno ha una facciata semplice, con due finestre in alto e un portale ad arco gotico, sulla cui lunetta è dipinto il Padre Eterno; l'ingresso è sotto il piano stradale, e vi si accede con tre scalini. Il campanile è semplicissimo, con una campana del 1904, e in fondo c'è una piccola abside semicircolare.
All'interno, a destra dell'ingresso, un passaggio ad arco policentrico porta alla cappella dell'Incoronata, con un altare di pietra leccese con lo stemma dei Battaglino e, in una nicchia, una tela con la Vergine Incoronata firmata «Francisci Battaglini quond(am) Hjacinti 1784»; a sinistra ci sono l'altare settecentesco della Vergine delle Grazie e, in una nicchia, una statua lignea quattrocentesca della Madonna. Nel presbiterio la volta a crociera ha due costoloni che finiscono a circa due metri dal pavimento con due immagini allegoriche, due mani e due tartarughe, e nel punto d'incrocio una sfera di muratura con l'iscrizione «Ave Maria». Ci sono molte tracce di affreschi, in particolare quattrocenteschi: sull'arco trionfale il Cristo risorto, sul lato destro del presbiterio santa Lucia, san Vito e san Leonardo e sul sinistro la Vergine delle Grazie al centro, e nell'abside una Madonna delle Grazie con gli Apostoli.
La visita
La chiesa è in contrada San Martino, nella campagna di Cerignola. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Nella chiesa si conservano tre graffiti: uno del 1503 ricorda la battaglia di Cerignola tra francesi e spagnoli, perché qui fu portato il corpo senza vita del comandante francese Louis d'Armagnac, duca di Nemours; un altro, del 1591, la sostituzione delle vecchie porte; l'ultimo, del 1691, un terremoto e un'epidemia di peste.






