Il MAU, Museo di archeologia urbana Giuseppe Fiorelli, sta nel centro di Lucera, dentro Palazzo de Nicastri-Cavalli, una dimora nobiliare del Settecento. Nacque come museo civico e fu inaugurato il 9 gennaio 1905, per iniziativa dell'avvocato Girolamo Prignano, che donò al Comune le sue collezioni di antichità e convinse altre famiglie lucerine a fare lo stesso. Tra il 1934 e il 1936 fu trasferito nella sede di oggi, in un'ala del palazzo lasciata per testamento da Giuseppe Cavalli, e fu dedicato a Giuseppe Fiorelli, archeologo di origini lucerine. Chiuso dopo il terremoto del 31 ottobre 2002, è stato riallestito per intero e ha riaperto del tutto nel 2012.
Cosa vedere
Si entra dalla corte del palazzo, dove sono collocati cippi funerari, iscrizioni e un'ara di età romana, e si sale per lo scalone. Il percorso conta una ventina di ambienti, dalla preistoria al Medioevo, e comprende anche sale del palazzo con gli arredi d'epoca, tra cui il salotto Cavalli, la cucina e la cappella. Al piano terra ci sono le armi di selce, le ceramiche preromane e le copie dei bronzetti del cosiddetto carrello di Lucera, trovato in un vigneto nell'anno 1800 e databile all'VIII secolo a.C.: gli originali sono all'Ashmolean Museum di Oxford.
Al primo piano è esposta la stipe votiva del Salvatore, trovata sul colle Belvedere e databile tra la fine del IV e la metà del II secolo a.C.: terrecotte offerte per chiedere una guarigione, con mani, piedi e altre parti del corpo, animali, neonati in fasce, teste di giovani, e una testa di Minerva con l'elmo. Nel salone grande c'è il mosaico policromo con scene marine, ippocampi, tritoni e delfini, trovato nel 1899 in piazza Nocelli.
La visita
La biglietteria è a sinistra entrando nella corte. Orari e prezzi vanno verificati con il museo o con il Comune di Lucera.
Il consiglio della redazione
In cima allo scalone d'ingresso c'è un busto colossale di imperatore con il volto interamente scalpellato. E tra le sculture cercate la colonna di calcare del III secolo a.C. con scene mitiche sui quattro lati: Teti su un ippocampo con la corazza di Achille, Scilla che divora i compagni di Ulisse, Polifemo e Galatea, una scena di congedo.




