Il Museo del giocattolo e delle cere Pietro Piraino è ospitato a Bagheria. Raccoglie giocattoli e bambole antichi e, accanto a questi, una serie di sculture in cera.
Cosa vedere
Le bambole e i giocattoli esposti sono fatti con materiali diversi, come porcellana, cera, cartapesta, panno lenci, celluloide e legno, e risalgono al Settecento, all'Ottocento e al Novecento. Ci sono anche alcuni giocattolini in terracotta provenienti dalla tomba di una bambina del secondo secolo a.C. e una pistola giocattolo proveniente dal campo nazista di Mauthausen. Una sezione è dedicata alle case delle bambole, complete dei piccoli arredi, ai mobili e agli accessori in miniatura, alle porcellane, agli utensili da cucina e agli abitini. Alcuni giocattoli in legno sono tipici della civiltà contadina siciliana di inizio Novecento: il carrettino, i piccoli Pulcinella, i pupi, le trottole, i fischietti.
La collezione di automi presenta rari giocattoli meccanici prodotti nell'Ottocento in Francia, in Germania, in Svizzera e in Sicilia. Tra i giochi meccanici ci sono un armonium a mantice, un organo di Barberia a martelletti e campanelli, carillon a dischi di fabbricazione tedesca dell'Ottocento, lanterne magiche e giocattoli scientifici; un ampio spazio è dedicato ai giocattoli di latta e ai plastici con trenini. Sono esposte anche sculture in cera opera di artisti siciliani e napoletani del Settecento e dell'Ottocento.
La visita
Nel 1994 Pietro Piraino Papoff, con le figlie Laila e Lucilla, creò l'Associazione «Museo del Giocattolo Pietro Piraino», che si occupa di ricerca, restauro, catalogazione e conservazione di vecchi giocattoli e giochi; il museo ha il patrocinio dell'Unicef e del Ministero della pubblica istruzione. Nel 2002 si trasferì a Bagheria, al piano nobile di Villa Aragona Cutò, in via Consolare, di proprietà del Comune. Secondo la voce del museo, nel 2014 passò alla sede definitiva di Villa Certosa, restaurata allo scopo, con book shop, caffetteria, sala multimediale con affreschi del Velasco, biblioteca e giardino; altre fonti lo collocano ancora a Palazzo Cutò, quindi la sede va verificata, insieme a orari e biglietti.
Il consiglio della redazione
Il laboratorio annesso restaura giocattoli antichi, sculture in cera, presepi e statue lignee, e produce anche statue e composizioni in cera con le antiche tecniche della ceroplastica. Vi sono state ricreate nove delle dodici statue in cera fatte nel 1770 dal ceroplasta Ferretti, oggi rubate; le altre tre erano in rifacimento.


