Laion

Provincia: Bolzano · Regione: Trentino-Alto Adige · Abitanti: 2.619 · CAP: 39040

Lo stemma di Laion riprende le armi dei signori di Lajen und Teiss, che risalgono al 1147: partite d'argento e di nero, con un uccello rosso dentro una gabbia dorata nella prima partizione. Quell'uccello in gabbia è l'insegna araldica di Walther von der Vogelweide, il più celebrato poeta del medioevo tirolese — e sta lì perché nell'Ottocento autorevoli studiosi tedeschi vollero vedere i natali del poeta nel maso Vogelweider, nel Lajener Ried, e spinsero tanto che a Bolzano gli fu eretto un monumento, inaugurato nel 1889. La vera origine di Walther, a oggi, non è chiara. Il paese gli dedica comunque un museo, il Minnehus.

Il nome è attestato fra il decimo e l'undicesimo secolo come Legian, poi come Laian e Laien, e viene da un nome di persona latino, Lagius, con il suffisso che lo trasforma nel «terreno di Lagio»; lo stesso nome è dentro il toponimo antico di Sublavione, a Ponte Gardena. Il villaggio vero e proprio è nato attorno a un latifondo medievale della chiesa vescovile di Frisinga, che qui possedeva molta terra: la prima menzione del paese è infatti una transazione fra il vescovo di Frisinga e il capitolo del suo duomo. Anche la chiesa di Ratisbona aveva beni a Laion. Due vescovadi bavaresi su un altopiano tirolese si spiegano con due cose: la valle Isarco era appartenuta al ducato baiuvaro, e di qui passava la strada del Brennero. Il comune va dai quattrocentosettanta metri del punto più basso ai duemiladuecento della cima, con il capoluogo a millecento; e fra il 1916 e il 1960 la ferrovia della Val Gardena, quella costruita dai prigionieri russi, ci faceva due fermate.

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