Baccalà alla Vicentina
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
Leggi la scheda →Il Brenta, qui, sparisce. In questo tratto l'alveo si allarga fino a quasi un chilometro, e l'acqua spesso se ne va sotto i sassi per riemergere più a valle. Il nome del paese, invece, viene dai fienili: teze, in dialetto locale. Le piene sono state parecchie, e quella del novembre 1966 portò via il ponte che collegava Tezze a Friola: per non lasciare la strada interrotta il genio militare costruì una passerella, che poi fu fatta saltare quando il nuovo Ponte della Vittoria fu terminato. I resti di quella passerella si vedono ancora nell'alveo. Fino agli anni Sessanta il fiume era navigabile; poi l'estrazione della ghiaia ne ha abbassato e allargato il letto.
Anche i confini, qui, sono particolari. La frazione Laghi è tagliata in due dal confine fra le province di Vicenza e Padova, e sta metà a Tezze e metà a Cittadella; Cusinati è divisa fra Tezze e Rosà; e Granella è circondata su tre lati da Cartigliano. Il paese è nominato per la prima volta nel 1374, in alcuni scritti sulla storia della marca trevigiana, ma è diventato comune soltanto in epoca napoleonica: prima, sotto Venezia, era una villa della podesteria autonoma di Bassano, terra exempta et separata dalla giurisdizione delle altre città e sottoposta direttamente alla Serenissima.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Tezze sul Brenta, ma a portata di gita.