Basilica di Santa Maria della Natività e San Ciro
Basilica di Portici con la Natività di Luca Giordano, due campanili e il culto di san Ciro, patrono della città.
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Basilica di Portici con la Natività di Luca Giordano, due campanili e il culto di san Ciro, patrono della città.
La Reggia di Portici, o Palazzo Reale, è un palazzo monumentale costruito nel 1738 per volere di Carlo di Borbone, re di Napoli, e della moglie Maria Amalia di Sassonia. Alle sue spalle il parco si estendeva tra le pendici del Vesuvio e il mare, in due parti: il Bosco superiore, destinato alla caccia e alle attività all'aperto della famiglia reale, e il Bosco inferiore, con giardini, viali e aree per lo svago.
Il Bosco superiore, detto anche Bosco di sopra e oggi Parco Gussone, ha una superficie di circa trentasei ettari e in epoca borbonica era la riserva di caccia della famiglia reale. Deve il nome al botanico Giovanni Gussone, sovrintendente dei parchi reali, che ne curò la sistemazione e promosse il rimboschimento con diverse specie, in particolare il leccio, usato anche per delimitare i viali; nel bosco si trovano il Muro per il gioco del pallone e il cosiddetto Castello, usato da Ferdinando IV per le esercitazioni militari, oltre all'Orto botanico, istituito nel 1872 sui preesistenti giardini della Reggia. Il Bosco inferiore, verso il mare, fu organizzato come giardino, prima secondo il modello francese, con forme geometriche regolari, poi secondo quello all'inglese; aveva ampi viali, fontane come la Fontana delle Sirene e la Fontana dei Cigni, il Chiosco di re Carlo e un anfiteatro, e raggiungeva le Peschiere reali presso Villa d'Elboeuf. Vi fu allestito anche uno zoo, con animali esotici fatti arrivare dall'estero. La Prateria, uno degli spazi principali del settore inferiore, fu realizzata anche con funzione difensiva, per possibili attacchi dal mare; oggi comprende una vasta superficie a prato e un agrumeto.
Il palazzo, di pianta quadrata, si articola attorno a un grande cortile ottagonale attraversato dall'attuale via Università, un tempo strada delle Calabrie; la facciata principale si affaccia sul Golfo di Napoli. Vi lavorarono architetti come Giovanni Antonio Medrano, Antonio Canevari e Luigi Vanvitelli, e pittori come Giuseppe Bonito. A sinistra del cortile si trovano la caserma delle Guardie Reali e la Cappella Palatina, dove nel maggio del 1770 il giovane Mozart assistette alla messa; un maestoso scalone porta al primo piano, dove è l'appartamento di Carolina Bonaparte. Tra gli ambienti ricordati ci sono la Sala del Trono e la Stanza Dorata. Gli scavi per le fondamenta fecero riemergere numerose opere d'arte antiche, tra cui un tempio con ventiquattro colonne di marmo, e la reggia ospitò l'Herculanense Museum, con i reperti di Ercolano. Il Galoppatoio reale, ricavato dal palazzo Mascabruno su progetto di Medrano, si ispirava a quello viennese e conserva una caratteristica copertura lignea. Dal 1935 la Reggia è sede della Facoltà di Agraria dell'Università Federico II di Napoli.
La Reggia si trova in via Università, a Portici, e ospita la Facoltà di Agraria, i Musei della Reggia e l'Orto botanico. Secondo le fonti la parte interna dei musei è stata aperta ai visitatori il 12 aprile 2025: orari e modalità di visita vanno verificati.
Nell'Orto botanico, che occupa circa 7400 m², restano i muri di cinta, i busti marmorei, le fontane e la Serra Pedicino, costruita nel 1877 in ferro e vetro; c'è anche una raccolta di reperti scultorei considerata l'ultimo residuo in loco del Museo Ercolanese.
Il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa è un museo tematico gestito dalla Fondazione FS Italiane, tra il quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio e i comuni di Portici e San Giorgio a Cremano. È allestito nei locali delle ex Officine di Pietrarsa, tra la stazione ferroviaria di Pietrarsa-San Giorgio a Cremano e il mare.
Il museo è costituito da sette padiglioni per un'estensione complessiva di circa trentaseimila metri quadrati, dei quali quattordicimila coperti, e ospita locomotive a vapore, locomotive elettriche trifase e a corrente continua, locomotori diesel, elettromotrici, automotrici e carrozze passeggeri. Il primo padiglione conserva i mezzi del passato, a cominciare dalla ricostruzione storica del primo convoglio della Napoli-Portici, con le locomotive a vapore e quelle elettriche trifasi; il secondo raccoglie una vasta rappresentanza di rotabili e carri in scala ridotta, plastici e oggetti di uso comune in ferrovia. Il terzo è diviso in tre settori, con i vecchi macchinari dell'ex officina, un settore navale con modelli e oggetti vari e le locomotive del «passato prossimo», tra cui automotrici diesel ed elettriche. È interessante il Treno Reale, un convoglio di undici vagoni costruito nel 1929 per le nozze di Umberto II di Savoia con Maria José del Belgio; di recente è stata acquisita anche una vettura presidenziale offerta nel 1989 da Francesco Cossiga. Tra le locomotive celebri ci sono quelle a vapore del gruppo 290, 835 e 480 e quelle elettriche a corrente continua E.326 e E.626. Il museo ospita anche materiali di belle arti e arti applicate: l'imponente statua di Ferdinando II di Borbone, fusa in ghisa nello stesso opificio, e il Salone reale in stile liberty, con soffitto in oro zecchino e tavolo in mogano esotico.
Il museo sorge dove c'era il Reale opificio borbonico di Pietrarsa, concepito da Ferdinando II di Borbone nel 1840 come industria siderurgica e dal 1845 come fabbrica di locomotive a vapore; l'attività cominciò con l'assemblaggio sul posto di sette locomotive, con parti costruite in Inghilterra. Tra i visitatori illustri ci fu lo zar Nicola I, che volle prendere Pietrarsa a modello per il complesso ferroviario di Kronštadt. Dopo l'Unità d'Italia l'opificio attraversò una fase difficile; una riduzione dei posti di lavoro portò a scioperi e gravi disordini, e il 6 agosto 1863 una carica dei bersaglieri contro i manifestanti provocò sette morti e venti feriti gravi. Con l'avvento della trazione elettrica e poi diesel cominciò un lento declino, culminato il 15 novembre 1975 nel decreto di chiusura e nella decisione di fare di Pietrarsa un museo ferroviario. L'inaugurazione avvenne il 7 ottobre 1989, nel centocinquantesimo anniversario delle ferrovie italiane; dopo un lungo periodo di ristrutturazione il museo è stato riaperto il 19 dicembre 2007.
Il museo si trova sul mare, presso la stazione di Pietrarsa-San Giorgio a Cremano. Le fonti consultate non riportano orari né tariffe: vanno verificati.
La locomotiva Bayard esposta è una riproduzione del 1939, costruita a ricordo del treno inaugurale della ferrovia Napoli-Portici, del 1839: fu scelta perché era l'unica di cui si avessero i disegni, anche se la macchina dell'inaugurazione era la Vesuvio.
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Prossimo appuntamento: San Ciro, patrono festeggiato con una solenne processione la prima domenica di maggio, domenica 31 gennaio
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