La chiesa di San Bartolomeo è un edificio sacro del centro storico di Faenza, ricostruito nel 1209 e ancora in parte originario. Restaurata dopo la prima guerra mondiale, oggi è il Sacrario dei Caduti di tutte le guerre.
Cosa vedere
È uno degli edifici più antichi di Faenza: la costruzione risale al IX secolo e sorge su una piccola altura, dove è presumibile che nei pressi ci fosse il Palatium regium di epoca romana, la residenza del console. La prima testimonianza scritta è dell'8 febbraio 1159. Nel 1171 un incendio distrusse in gran parte Faenza, da San Bartolomeo fino a porta Ravegnana, e i danni alla chiesa furono tali che i resti furono abbattuti e l'edificio ricostruito: la riedificazione avvenne nel 1209, data tramandata da un'antica lapide oggi perduta, e il tempio è un magnifico esempio di architettura romanica. Nel periodo napoleonico la chiesa fu soppressa, nel 1810; l'edificio passò ai conti Gessi, che nel 1819 lo cedettero alla Confraternita di Sant'Antonio Abate, e nel 1912 alla parrocchia dei santi Michele e Agostino, che ne è ancora proprietaria.
Nel 1910 fu dichiarata monumento nazionale, per l'interessamento dell'ispettore onorario Gaetano Ballardini, e dopo un lungo restauro, nel 1920, si decise di consacrarla a tempio votivo della Vittoria della prima guerra mondiale; il 24 maggio 1935 il vescovo Ruggero Bovelli la consacrò nella nuova funzione di famedio dei Caduti. Il restauro volle recuperare l'armonia originale, e tutte le parti aggiunte dopo il Duecento furono eliminate: le pareti sono spoglie, con tracce di affreschi tardomedievali, e l'interno è stato ricreato in stile romanico, come mostrano la gradinata, le transenne e l'altare in pietra chiara di San Marino. Sono novecenteschi il pavimento in cotto, i bracieri déco, la croce dipinta del faentino Roberto Sella, le finestre dell'abside in sottili lastre di alabastro, le porte di legno, il crocifisso e i quattro candelabri di ferro. Sulle pareti sono apposte epigrafi in marmo con i nomi dei militari caduti nelle due guerre mondiali.
La visita
La chiesa è nel centro storico di Faenza. Appartiene alla parrocchia dei santi Agostino e Margherita ed è in comodato al Comune, che ne segue la manutenzione con la collaborazione dell'Associazione Nazionale Alpini; vi si celebrano Messe in ricordo dei Caduti e iniziative storiche e culturali. Le fonti consultate non riportano orari di apertura: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Nella cripta sono sepolti 54 militari, i cui nomi sono ricordati in una lapide a fianco dell'altare; tra loro sono decorati con Medaglia al Valor Militare Domenico Marri, don Antonio Pirazzini e Luigi Ancarani.
