La chiesa di Sant'Umiltà, a Faenza, è una costruzione unica nel panorama architettonico cittadino, perché è la più importante testimonianza del locale tardobarocco, o rococò.
Cosa vedere
Costruita nel Cinquecento, fu totalmente rifatta nel 1741 da Raffaele Campidori e Gian Battista Boschi. L'interno colpisce per la volumetria equilibrata e soprattutto per le decorazioni in stucchi dorati, attribuite a Gian Battista Verda, e per i colori delicatissimi. La struttura a croce greca è divisa in tre navate, una grande al centro e due laterali molto più piccole, alle quali si accede attraverso un porticato di colonne senza capitelli sormontate da archi a tutto sesto; ciò che più colpisce è la povertà dell'aula, il cui soffitto è privo di qualsiasi decorazione.
Molto ornata è invece la zona absidale, circondata da colonne doriche addossate alla parete su cui poggia una trabeazione decorata; la cupola sopra l'abside è interamente affrescata a colori vivaci. L'altare ha un basamento marmoreo con quattro colonne, da cui si dipartono due coppie di colonne marmoree con capitelli corinzi che reggono una seconda trabeazione, e tre archi colorati sempre più piccoli, sull'ultimo dei quali stanno due putti alati dorati; tra le colonne c'è una pittura con la Vergine in piedi, in abito blu, con il Bambino in braccio, su fondo dorato. Il pavimento è decorato in modo da dare l'impressione di un mosaico, tranne alcune parti realmente mosaicate. Nelle due absidi laterali ci sono affreschi di carattere più cupo, dai colori più scuri e inquietanti. L'esterno è spoglio, con la facciata coperta da un colore rosato e mossa da qualche decorazione di marmo bianco.
La visita
La chiesa, soppressa come luogo di culto, è di proprietà della Provincia di Ravenna, che negli anni Novanta la sottopose a un lungo e accurato restauro, ed è usata anche come sala pubblica. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Guardando il pavimento si ha l'impressione di camminare su un mosaico: la decorazione lo simula quasi ovunque, e solo in alcuni punti si tratta di vero mosaico.
