Fabbrico

Provincia: Reggio Emilia · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 6.696 · CAP: 42042

Il 27 febbraio del 1945 qui si combatté una battaglia, in campo aperto e senza difese naturali: le cronache di allora contarono più di trenta morti fra i fascisti, tre partigiani e un civile rastrellato, colpito alla schiena mentre correva verso la salvezza. I partigiani erano Piero Foroni, Leo Morellini e Luigi Bosatelli, che veniva da Milano; il civile si chiamava Genesio Corgini. Ogni anno, in quella data, Fabbrico si ferma: è giorno festivo, le scuole e tutte le attività chiudono, e un corteo va dal centro storico al cippo appena fuori dal paese, dove parla ogni volta una persona di rilievo nazionale. Poche settimane dopo, alla Righetta, furono uccisi altri sette partigiani, e i corpi si poterono seppellire solo a liberazione avvenuta.

Il nome antico del posto è Favrega, e viene dalle fave che qui si coltivavano; in dialetto si dice ancora Favregh. Il primo documento che lo nomina è del 772, e due secoli dopo un imperatore confermò la pieve al vescovo di Reggio. Il castello fu distrutto nel 1557, nelle guerre fra i da Correggio e gli Este, poi ricostruito e infine ridotto a magazzino; nel 1676 lo comprò la famiglia Guidotti, che ne adibì una parte alla lavorazione e al commercio dei tessuti e che ci abita ancora. Il paese ha vissuto di agricoltura fino a metà del secolo scorso; a cambiarlo è stata un'officina aperta nel 1884 da Giovanni Landini, diventata poi una fabbrica di trattori e tuttora fra le aziende più grosse della zona.

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🍝 I sapori di Fabbrico

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