Il nome di questo paese è un complimento. La forma più antica, Campanìola, compare in un documento del 772 e viene dal latino campània, che gli agrimensori romani usavano per indicare un luogo campestre e pianeggiante; il suffisso -iola è insieme un diminutivo e un vezzeggiativo, e quindi Campaniola significa «piccola e bella campagna»: un terreno coltivato e fertile ma non molto esteso, un'oasi agricola in mezzo alle selve e alle paludi. Il toponimo, insomma, indicava un posto felice che emergeva dalle angustiae paludis et silvarum, le zone sfavorevoli che alla fine del primo secolo avanti Cristo si incontravano ancora a valle della via Emilia. Anche gli altri nomi del territorio raccontano la terra romana, ciascuno a modo suo: Cognento, nominato nel 935 come Quignente, viene dal numerale quingentum, cinquecento, e indicava l'estensione del luogo, cinquecento iugeri — e siccome un documento del 1141 dice che il borgo era già diviso in Cognento di sotto e Cognento di sopra, come lo è ancora, si deve pensare che fossero cinquecento iugeri ciascuno; Ponte Vettigano compare nello stesso documento come Viticanum, dal latino vitis, perché lì la vite cresceva bene; e Garfagnana, in dialetto Grafagna, sarebbe il nome personale latino Cafranius con la erre spostata di posto, quasi certamente il nome di una fattoria romana che aveva preso quello del proprietario.
Nel 935, a difesa della corte agricola che già c'era, fu costruito un castello; nel dodicesimo secolo il castello e il territorio erano fra i possedimenti di Matilde di Canossa, e dopo la fine del dominio canossano passarono ai da Correggio. Nel 1371 Bernabò Visconti distrusse il castello, durante i conflitti fra i Visconti e i da Correggio, e per il borgo cominciò una crisi lunga, di semiabbandono, che durò fino al Cinquecento. La ripresa arrivò con la bonifica delle paludi, e il segno più visibile è la piazza: nata come piazza Siro, fu pensata, progettata e costruita in un contesto unitario nella seconda metà del Seicento per volontà del principe Siro di Correggio, insieme al borgo dei portici, alla villa e alla chiesa; la prima selciatura è del 1621, l'anno in cui il principe, fornendo il materiale per costruire la piazza, di fatto diede vita al comune. Nel 1633 l'Impero accusò i da Correggio di battere moneta falsa: Campagnola fu confiscata dagli spagnoli e ceduta agli Este. E il secondo nome è opera di una penna: con il decreto del quattro dicembre 1859 il paese riottenne l'autonomia come comune di Campagnola, e nella copia del decreto qualcuno aggiunse «Emilia».