Vezzano sul Crostolo

Provincia: Reggio Emilia · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 4.214 · CAP: 42030

Il paese sta sulla riva sinistra del Crostolo, nella prima quinta di colline sopra Reggio, e per secoli è vissuto di una cosa che si cava: il gesso, estratto nelle cave vicine all'abitato. Il nome compare per la prima volta in una donazione dell'835, fatta da Cunegonda di Laon, vedova del re Bernardo d'Italia, al monastero di Sant'Alessandro di Parma; un secondo documento, del monastero di San Prospero di Reggio, lo attesta nel 1097. Nel 1188 gli uomini del posto giurarono fedeltà al Comune di Reggio, e rinnovarono il giuramento nove anni dopo. Con la Restaurazione il territorio fu smembrato e diviso fra Reggio, Scandiano e San Polo; in quegli stessi anni la strada del Cerreto, che prima seguiva il corso del Campola, fu raddrizzata e fatta passare di qui, lungo la valle del Crostolo. Il comune, così com'è, lo istituì nel 1859 Luigi Carlo Farini.

Del Novecento restano due date. Il 24 giugno del 1944, nella frazione della Bettola, i nazifascisti uccisero trentadue civili: è uno degli eccidi più gravi del Reggiano. E nell'agosto del 1970, nella frazione di Pecorile, si tenne — secondo quanto hanno raccontato Renato Curcio e Alberto Franceschini — un convegno con un centinaio di delegati dell'organizzazione milanese Sinistra Proletaria, nel corso del quale sarebbe stata decisa la nascita delle Brigate Rosse. Le chiese, invece, sono più vecchie di tutto il resto: San Martino, attestata nel 1156 e consacrata dal vescovo Adalberio, fu rifatta nelle forme attuali nel 1823; Santa Eufemia di Casola Canossa è citata in un documento dell'undicesimo secolo; e a Pecorile c'è la chiesa matildica di Sant'Eufemia, che porta il nome della contessa che comandava queste valli.

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