Bibbiano

Provincia: Reggio Emilia · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 9.965 · CAP: 42021

Il nome viene con ogni probabilità da un fondo romano che prese il nome di chi quelle terre se le vide assegnare, un Vibianus o Baebianus. Il resto lo dice lo stemma: la partizione superiore ricorda l'origine romana, quella inferiore porta un cane e un osso, gioco di parole sui Canossa, che dal 1155 tennero Bibbiano nel loro feudo di Bianello e lo lasciarono solo nel 1757, quando passò ai marchesi Gabbi. La chiesa di Barco è nominata in un diploma del 781 e dipese dalla diocesi di Parma fino al 1822.

Ma quello per cui Bibbiano è conosciuta è il formaggio. La ricetta — il latte della sera e del mattino, due cotte, caglio e sale, un anno intero di stagionatura — è attribuita ai monaci benedettini di Corniano, e proprio a Corniano, in una dipendenza di quei monaci, fu redatta la pergamena del 1159 in cui compare per la prima volta la parola formadio: tre fratelli di Carpineti prendevano terre in affitto dall'abbazia di Marola in cambio di denari, merci e tre apporti di formaggio. Il resto è agronomia: dal Settecento i campi passarono dal frumento e dal maggese al trifoglio e all'erba medica, la rotazione da quinquennale diventò triennale e biennale, più foraggio voleva dire più latte, e i caseifici si moltiplicarono. Per questo la maggior parte degli storici chiama Bibbiano la culla del Parmigiano-Reggiano moderno.

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🍝 I sapori di Bibbiano

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