Marta

Provincia: Viterbo · Regione: Lazio · Abitanti: 3.520 · CAP: 01010

Marta sta sulla sponda meridionale del lago di Bolsena, e il suo territorio comprende l'isola Martana e il primo tratto del fiume che porta il nome del paese. D'inverno, quando la tramontana soffia forte, le onde sbattono contro i muraglioni del lungolago e vi si gelano sopra: da queste parti quelle giornate si chiamano lagheggiate, e il ghiaccio pende in stalattiti dai muri, dagli alberi e dalle fontane. Succede quasi soltanto su questa sponda sud. Sopra le case sta la torre dell'orologio, ottagonale, alta una ventina di metri: uno storico di Viterbo racconta che i viterbesi la espugnarono nel 1197 uccidendo in battaglia il signore che la teneva; fu ricostruita nel 1323 sotto Giovanni XXII e rifatta di nuovo entro dieci anni, il che vuol dire che nel frattempo era rovinata o era stata demolita. Quando arrivarono i Farnese la restaurarono, e Pierluigi Farnese vi appose il proprio stemma, il liocorno sopra un cimiero piumato.

Lo stemma del paese raffigura santa Marta che calpesta un drago verde, con una croce nella mano destra e una chiave nella sinistra. Marta fu contesa per secoli — i prefetti di Vico, i signori di Bisenzio, Orvieto, Viterbo e due capitani di ventura — prima di passare agli Orsini e ai Farnese; nel 1537 Paolo III la incluse nel ducato di Castro, che aveva creato per il figlio Pierluigi, e lì restò fino a quando le truppe di Innocenzo X rasero al suolo Castro, nel 1649. Poi appartenne alla Camera apostolica fino all'unità, tranne due periodi brevi in cui fu data in enfiteusi, una volta a un principe polacco. A tre chilometri, sulla strada per Tuscania, ci sono i ruderi di Castell'Araldo con la sua chiesa templare del Duecento: è stata restaurata, ma l'affresco dell'altare maggiore è stato asportato da ignoti. Nel 1927 Marta fu staccata dalla provincia di Roma e assegnata a quella nuova di Viterbo.

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🍝 I sapori di Marta

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