Scandolara Ravara

Provincia: Cremona · Regione: Lombardia · Abitanti: 1.466 · CAP: 26040

Il reperto romano più importante del paese è una pietra che ha viaggiato. È l'altare funerario di Ilumvio, ed è fatto di granito: una roccia che si trova solo a centinaia di chilometri dalle sabbie e dalle argille della bassa cremonese. È inoltre così simile agli altari ritrovati intorno a Este — l'antica Ateste, vicino a Padova — che diversi studiosi pensano sia stato portato fin qui o riutilizzato. Anche la tribù a cui Ilumvio era iscritto, la Romilia, è quella dei legionari che dopo decenni di guerra ricevettero terre fertili proprio ad Ateste, dopo il 31 avanti Cristo. Del resto Ateste e il Cremonese erano collegati da due grandi vie dell'antichità: il Po, allora molto più impetuoso di oggi, e la via Postumia, che passava a mezz'ora di cammino da qui.

Il nome è fatto d'acqua. Scandolara potrebbe venire da scandola, un grano spontaneo della zona, oppure dalle scandole, le assicelle di legno che si mettevano fra le travi e le tegole; ma l'ipotesi meglio sostenuta è il longobardo scadan, che vuol dire isola o terra vicina a un corso d'acqua — e va d'accordo con Ravara, dal latino Riparia, cioè «sulle rive», quelle del Po. La prova sta nelle altre Scandolare: Scandolara Ripa d'Oglio, in questa stessa provincia, e la Scandolara che è una frazione di Zero Branco, vicino a Treviso, sul fiume Zero. Il nome più antico di questo paese, del resto, era proprio Scandolara Ripa di Po, poi trasformato in Riparia e infine, attraverso il dialetto cremonese, in Ravara. La chiesa costruita intorno al 1100 sopra edifici più antichi sorgeva probabilmente su una via arginata che difendeva la campagna dal fiume.

Cosa c'è intorno

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