I patroni di Barletta sono san Ruggero e la Madonna dello Sterpeto, festeggiati insieme la seconda domenica di luglio: la doppia festa si tiene ogni anno dal 1732. San Ruggero fu vescovo di Canne per trent'anni, e in questo ruolo si oppose con ogni mezzo al declino della cittadina da cui sarebbe nata proprio Barletta; il culto della Madonna dello Sterpeto è invece legato, secondo la tradizione locale, alla peste del 1656, che si ritiene sia stata inspiegabilmente rallentata grazie alla sua intercessione. Un arco di trionfo a lei dedicato, alto circa 18 metri e in stile neorinascimentale, fu realizzato nella seconda metà dell'Ottocento.
Barletta ricevette una prima ondata migratoria di superstiti proprio da Canne dopo la sua distruzione nel 547, seguita da un secondo esodo dei canosini nel 586 con l'arrivo dei longobardi; le incursioni saracene dell'848 e la devastazione dell'875 decretarono la fine di Canusium e portarono i suoi ultimi abitanti nella vicina Baruli. All'inizio del Cinquecento la città fu teatro della celebre Disfida di Barletta: lo scontro fra cavalieri italiani e francesi, avvenuto il 13 febbraio 1503 nell'agro fra Andria e Corato, si concluse con la vittoria della compagine italiana guidata dal capitano Ettore Fieramosca. Nei pressi della basilica del Santo Sepolcro, legata al pellegrinaggio verso la Terra Santa, si erge ancora oggi il Colosso di Barletta, gigantesca statua bronzea nota come Eraclio, restaurata nel medioevo.