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⛪ Chiese e santuari

Chiesa di San Giacomo

📍 Barletta, Puglia · 55/100

La prepositura curata di San Giacomo è una delle chiese più antiche di Barletta; all'epoca della costruzione sorgeva fuori dalla cinta urbica, in posizione strategica sulla via per Canne.

Cosa vedere

L'edificio attuale è il risultato di numerose sovrapposizioni avvenute nei secoli. L'ingresso è oggi sul lato nord, nella Porta maggiore su corso Vittorio Emanuele, perché gli edifici costruiti a ridosso del fronte occidentale rendono invisibile l'antica facciata principale; su quel fronte nord si trova l'obelisco con orologio, di reminiscenze egizie, costruito nel 1843, e nel 1895 fu costruita nella piazza davanti alla chiesa la torre dell'orologio. L'interno ha una sola navata con transetto, un presbiterio centrale a terminazione piatta, addossato agli edifici civili vicini e perciò non visibile dall'esterno, e cappelle laterali con volte a costoloni; sul lato sud stanno la cappella del Sacro Cuore e la sacrestia. I restauri del 2001 hanno riportato in luce le linee originarie, ripristinando monofore di varie epoche, il soffitto a capriate del Settecento e la cappella del Santissimo Salvatore con la volta a crociera duecentesca. La chiesa possiede un ricco patrimonio di tavole, tele, oggetti liturgici, reliquiari e paramenti sacri, dal XIII al XX secolo.

La prima attestazione del culto cristiano nel luogo è un bassorilievo in pietra dell'Annunciazione, con richiami all'arte longobarda, dell'VIII secolo; la prima menzione documentata è in una bolla di papa Adriano IV del 1158, e la fondazione si pensa risalga alla fine dell'XI secolo, per mano degli abitanti di Canne trasferitisi a Barletta per sfuggire alla distruzione della loro cittadella da parte di Roberto il Guiscardo, nel 1083. Un'ipotesi alternativa la fa sorgere sui ruderi di un tempio pagano dedicato a Iside, Osiride e Oro, sostenuta dal ritrovamento, nei restauri del 1910, di medaglie con incise queste divinità egizie. Affidata subito ai benedettini e dipendente dall'abbazia della Santissima Trinità di Monte Sacro, sul Gargano, la chiesa aveva accanto un monastero, un ospedale e il cimitero dei monaci, che serviva anche da orto; nel 1205 Federico II concesse di costruire e gestire un mulino, una taverna e un forno, e nel 1348 il monastero ospitò Luigi I d'Ungheria. Dal 1390 la chiesa risulta in possesso dei chierici secolari e nel 1594 l'arcivescovo Giulio Caracciolo la istituì parrocchia. I dissidi con i canonici di Santa Maria Maggiore e del Santo Sepolcro portarono nel 1610 a fissare l'ordine nelle processioni: per primi tre di Santa Maria Maggiore, poi il prevosto di San Giacomo e infine il vicario del Santo Sepolcro. Dopo un restauro, la chiesa fu riconsacrata nel 1726.

La visita

La chiesa è su corso Vittorio Emanuele, con l'ingresso sul lato nord. Le fonti consultate non indicano orari di apertura: vanno verificati.

Il consiglio della redazione

Sullo stesso corso Vittorio Emanuele si affaccia anche il lato lungo della basilica del Santo Sepolcro: le due chiese che nel Seicento litigavano sull'ordine delle processioni si vedono nella stessa passeggiata.

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