I patroni di Grammichele sono san Michele Arcangelo e santa Caterina d'Alessandria, festeggiati l'8 maggio e titolari del duomo cittadino. La città prende il nome dal luogo dove si trasferirono gli abitanti di Occhiolà, l'antica Echetla o Eketla sicula, distrutta dal terremoto dell'11 gennaio 1693: tre mesi dopo il sisma, il principe Carlo Maria Carafa Branciforte fondò su un proprio feudo, a circa due chilometri dalla collina di Occhiolà, il nuovo insediamento.
Opera dello stesso principe, coadiuvato da fra' Michele da Ferla, è la pianta esagonale della nuova città, scelta urbanistica adottata anche ad Avola e rimasta un raro esempio di architettura razionale in Italia: il perimetro è un esagono con al centro una piazza anch'essa esagonale, sede della chiesa Madre e del Palazzo Municipale, da cui si irradiano cinque arterie anulari e sei perpendicolari verso altrettante piazze rettangolari.