I patroni di Sant'Alfio sono i tre fratelli martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, festeggiati la prima domenica di maggio nella chiesa loro dedicata. Nel 253 d.C. i tre furono deportati da Vaste in Sicilia per essere martirizzati: durante il viaggio verso Lentini, attraversando il luogo dove oggi sorge il paese che porta il loro nome, avvenne secondo la tradizione il «miracolo della trave», quando un vento improvviso si scatenò al loro passaggio, strappando via la trave che portavano sulle spalle.
I festeggiamenti hanno inizio già dall'ultima domenica di aprile, chiamata dai paesani «domenica dell'entrata»: le celebrazioni si aprono ufficialmente con uno spettacolo pirotecnico di cento spari, sparato alle 12 in punto. Nel territorio comunale si trova anche il celebre Castagno dei Cento Cavalli, un albero plurimillenario che conterebbe fra i 3.600 e i 4.000 anni di età, legato alla leggenda secondo cui la regina Giovanna I d'Angiò si sarebbe riparata, con il suo seguito di cento cavalieri, da un improvviso temporale sotto la sua chioma imponente. Sant'Alfio conobbe nell'Ottocento un periodo di grande prosperità come produttore ed esportatore di vino, prima di una crisi che negli anni Venti del Novecento ne fece crollare i prezzi.