I patroni di Caccamo sono il beato Giovanni Liccio, san Nicasio martire e san Giorgio, festeggiati il lunedì dell'ultima settimana di maggio. Il duomo di San Giorgio Martire, risalente al 1090, è la chiesa più importante della città; fra gli altri edifici religiosi figura la chiesa di San Nicasio.
Sotto il regno di Federico Chiaramonte, Caccamo visse uno dei periodi più importanti della sua storia: la città godette di molte libertà, si arricchì di nuovi monumenti, e il castello, che si era già dimostrato inespugnabile persino durante gli assalti di re Guglielmo I, fu ampliato e fortificato con una nuova cinta muraria in un impianto architettonico dal caratteristico stile «chiaramontano». Nel 1641 il signore di Caccamo, don Giovanni Alfonso Henriquez de Cabrera, grande almirante di Castiglia, fu nominato viceré di Sicilia; il 12 novembre 1643 elevò Caccamo al rango di città, ripristinando il titolo di «urbs generosissima» attribuitole secoli prima dall'imperatore Federico II e conferendole tutti gli onori e privilegi delle altre città del regno.