Il cosiddetto Castello Sicano è una fortezza rupestre scavata interamente in una parete calcarea di Cava d'Ispica, nel territorio di Modica. Si trova circa a metà della cava, la lunga vallata ricca di grotte, catacombe e abitazioni scavate nella roccia.
Cosa vedere
La parete, alta circa trenta metri, scende a picco nella parte superiore, di roccia grigia, e a strapiombo in quella inferiore, giallo-rossiccia. La singolarità del castello sta nell'architettura dei suoi piani sovrapposti, collegati da scale interne ancora visibili, con incavi per arrampicarsi, e da scale esterne, il cui crollo ha messo allo scoperto i piani più alti. Gli ambienti sono quasi tutti rettangolari o quadrati, con nicchie alle pareti e gli incavi di porte e finestre; quasi tutti prendono luce da un lungo corridoio che corre lungo la parete esterna.
Secondo le fonti l'opera è così monumentale e complessa che è difficile pensarla frutto del lavoro di una sola generazione, anche con strumenti di scavo in bronzo o in ferro, e potrebbe essere stata la residenza del principe locale. L'archeologo Pace attribuiva ai Sicani le grotte più antiche della cava, mentre molte altre sono catacombe e abitazioni rupestri di epoche successive; le grotte vicine al castello sono indicate tra i grandi insediamenti dei Siculi.
La visita
Cava d'Ispica si estende per circa tredici chilometri e in alcuni tratti è profonda un centinaio di metri; lungo il percorso molte grotte sono su più livelli, comunicano con botole scavate nella roccia e si raggiungono solo con corde, passerelle o ripidi gradini. Le fonti non indicano orari né modalità d'accesso al castello: vanno verificati prima di andare.
Il consiglio della redazione
Poco lontano, in posizione rialzata sulla vallata, c'è la necropoli di Calicantone, dell'antica età del bronzo, legata alla cultura di Castelluccio, con un centinaio di tombe a grotticella. Gli scavi tra il 2012 e il 2015 vi hanno portato alla luce una grande capanna ovale con 150 oggetti all'interno e scheletri che documentano un abbandono improvviso del sito, forse violento, intorno al 1600 a.C.




