Il sito archeologico di Cassibile comprende necropoli antiche e ambienti rupestri scavati nella roccia, in gran parte all'interno dell'area demaniale della Riserva di Cavagrande del Cassibile.
Cosa vedere
Il sito si trova sul versante nord di Cavagrande del Cassibile, il canyon più largo e lungo della zona; più a nord ci sono altre cave, molto più strette, che terminano presso l'attuale abitato di Cassibile. La più interessante dal punto di vista archeologico è Cava Sant'Anna, che contiene la necropoli di Cassibile, dopo Pantalica il più grande complesso tombale della civiltà sicula: vi sono circa duemila tombe a grotticella artificiale, databili dal 1000 all'800 a.C., un periodo che gli archeologi chiamano «seconda facies di Pantalica» o «di Cassibile» proprio dal nome di questa necropoli. Altri complessi tombali, più isolati, sono nelle cave successive; sono tombe posteriori e quasi tutte a camera.
Fra i numerosi reperti, oggi custoditi nel Museo archeologico regionale Paolo Orsi, ci sono le fibule ad arco a gomito e vasellame in ceramica piumata: mostrano che la civiltà vissuta fra Avola antica e Cassibile era molto raffinata, probabilmente per il contatto con i Fenici e la vicinanza al mare. La necropoli fu riutilizzata in epoca bizantina, e molte tombe ebbero altri usi, come dimostrano gli arcosoli di alcune tombe a camera. Di fronte alla necropoli si alza un colle piramidale, il Cugno Mola, che è molto probabilmente il fortilizio di cui parla Tucidide nel racconto della guerra del Peloponneso: qui i Siracusani avrebbero installato, presso la foce del Cassibile, una fortezza per sorvegliare gli Ateniesi in fuga e impedire loro di entrare nella valle, dove cercavano rifugio presso i Siculi. Per l'estensione della necropoli si è ipotizzata l'esistenza di un grande centro siculo, spesso identificato con una delle antiche città chiamate Hybla, nato per il sovrappopolamento di Pantalica intorno all'XI secolo a.C.; dell'abitato restano sul colle solo i resti di un tempietto dorico prostilo d'età greca.
La visita
Parte del sito ricade in terreni privati ed è perciò di difficile accesso; la parte nella Riserva di Cavagrande del Cassibile ha regole proprie, e accessi, permessi e stagioni di visita vanno verificati prima di partire.
Il consiglio della redazione
Per vedere che cosa c'era dentro le tombe cominciate dal Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa, dove sono custoditi fibule e vasellame; poi, dal fondovalle, cercate con lo sguardo il colle piramidale del Cugno Mola.








