⛪ Chiese e santuari

Chiesa di Sant'Anna

📍 Marsala, Sicilia · 28/100

La chiesa di Sant'Anna è un edificio religioso di Marsala, nella diocesi di Mazara del Vallo, sede dell'omonima parrocchia e dell'omonima confraternita, titolare dell'organizzazione della Sacra Rappresentazione della Passione del Signore e degli altri riti della Settimana Santa.

Cosa vedere

La modesta facciata è divisa in due ordini: in basso una semplice apertura con arco a tutto sesto, nel secondo ordine, separato dal primo da una doppia cornice, una finestra; una cornice mistilinea corona la facciata. L'unica navata, impreziosita da stucchi settecenteschi, ha un piccolo coro sopra l'ingresso e una copertura a botte lunettata. L'abside, un tempo separata dall'aula da due balaustre curve di marmi mischi del Settecento, oggi spostate ai lati, ha un altare di vetro dipinto con una statua di Sant'Anna di modesta fattura, acquistata nel 1903 da una signora del luogo; nel frontone spezzato dalla macchina dell'altare si legge «Gloria eorum a partu», riferito a Sant'Anna e a Maria, che dai loro parti hanno tratto motivo di gloria. Sull'arco trionfale si conserva lo stemma dei Camilliani, una croce rossa in uno scudo bianco con la scritta «In Hoc signo vinces». Sul lato destro, entrando, ci sono l'altare della Madonna di Trapani, con una tela settecentesca attribuibile al trapanese La Bruna, e quello di San Camillo de Lellis, con una tela del Seicento; sul lato sinistro un quadro della Sacra Famiglia con i Santi Anna e Gioacchino, di ignoto autore del Seicento, e un pregevole Crocifisso ligneo del Settecento.

Secondo il racconto del sacerdote Angelo Genna, un certo Giacomo Nagone fondò una cappella dedicata a Santa Maria di Curò nella via chiamata allora dei Santi. Nel 1611 la Confraternita di Sant'Anna, fondata dal vescovo Marco La Cava, decise di costruire una chiesa dedicata a Sant'Anna e vi incorporò la cappella con le sue rendite, trasferendovi il quadro di Santa Maria di Curò. La chiesa passò poi ai Crociferi o Camilliani, chierici regolari ministri degli infermi, che si insediarono a Marsala nel 1675; nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, il convento fu incorporato dallo Stato e venduto, mentre la chiesa fu assegnata a religiosi come cappellani. Tornò al suo splendore con il sacerdote Francesco Sutera, che avviò i restauri e vide nascere il sodalizio della Sacra Famiglia nel 1888; nel 1901 Sutera acquistò la chiesa dal demanio e ne propose l'elevazione a parrocchia, accolta il 26 luglio 1920 dal vescovo di Mazara Nicolò Maria Audino e riconosciuta civilmente con decreto ministeriale il 13 maggio 1927.

La visita

La chiesa è in via XIX luglio, a Marsala. Le fonti consultate non riportano orari di apertura o delle celebrazioni: vanno verificati con la parrocchia.

Il consiglio della redazione

Se siete a Marsala per la Settimana Santa, ricordate che dalla chiesa parte la Processione del Giovedì Santo e che la confraternita di Sant'Anna organizza la Sacra Rappresentazione della Passione del Signore.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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