Il castello di Marsala è un castello medievale d'origine normanna, che in passato è stato usato come carcere.
Cosa vedere
Il castello sorse nell'angolo orientale della città, dove i due bracci del fossato punico si incontrano, in posizione elevata rispetto al pendio della città e con un grande piano antistante libero da costruzioni. Fondato forse solo come recinto fortificato in età normanna, ma non si può escludere che lì vi fosse già una fortezza bizantina, fu rinforzato in età sveva, come attestano l'impianto pseudo-trapezoidale e alcuni elementi stilistici, come i costoloni di un ambiente della torre circolare, tipici dell'architettura federiciana. Oggi il castello è occupato da costruzioni ottocentesche lungo il fossato punico.
Una lettera del 1239 inviata da Lodi da Federico II di Svevia, in cui invita il giustiziere al di là del Salso a non effettuare ristrutturazioni nei castelli di Trapani, Marsala, Mazara e Sciacca e ad affidarne la manutenzione a cittadini fidati per impedirne la rovina, dimostra l'esistenza del castello agli inizi del XIII secolo. Gli scavi di vico Infermeria hanno mostrato, in un periodo definito altomedievale, aree industriali all'aperto, poi ambienti di abitazioni povere addossate al muro di cinta lungo il fossato, a partire dalla seconda metà del XII secolo: una era forse una bottega che fabbricava lucerne, in uso fino all'inizio del XIII secolo, quando le costruzioni addossate al muro furono abbandonate o abbattute, creando un vuoto intorno alla fortificazione rimasto invariato almeno fino alla metà del Settecento o agli inizi dell'Ottocento. Fino al 2009 o al 2010 il castello ospitava la casa circondariale di Marsala, oggi chiusa.
La visita
Il castello si trova nell'angolo orientale del centro di Marsala. Essendo stato un carcere, le fonti consultate non dicono se oggi sia visitabile: accesso e orari vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Fate attenzione al nome della piazzetta Sant'Oliva, un tempo parte integrante del castello: deriva dalla tradizionale ubicazione della prigione in cui la santa, venerata anche dagli Arabi, fu rinchiusa prima di essere ridotta in cattività a Tunisi, dove fu martirizzata.

