Il Santuario diocesano di Maria Santissima della Cava è un edificio religioso di Marsala, in via XIX luglio, dedicato alla Madonna della Cava, patrona principale e speciale protettrice della città; la chiesa, con annesso il vecchio monastero non più abitato, era sede degli agostiniani scalzi.
Cosa vedere
L'area attuale comprende la grotta con l'antica chiesa ipogea, la prima dedicata alla Madonna della Cava, con annesso il vecchio monastero degli agostiniani all'interno della grotta, e la nuova chiesetta realizzata tra il 1999 e il 2000. Nella chiesa ipogea, dove si trova il pozzo in cui fu ritrovato il simulacro, l'altare maggiore risale al XVI secolo, è in marmi di vari colori e ha una copia della statua della Madonna della Cava. Le due cappelle sono riccamente affrescate: in quella di destra c'è un affresco di San Nicola di Bari del 1571, di autore ignoto, con la mitra, la pianeta dorata, la destra alzata in segno di benedizione e il pastorale nella sinistra; in quella di sinistra un affresco cinquecentesco di Sant'Agostino che porge la regola ai monaci e alle monache inginocchiati, con l'Annunciazione, Santa Barbara, Santa Lucia, l'arcangelo Raffaele e il profeta Tobia. Vi è anche il sarcofago di Gerolamo Margio, committente della decorazione, con un bassorilievo di fogliame e due figure alate che reggono lo stemma di famiglia. Tutti gli affreschi delle due cappelle sono stati restaurati nel 2012 dalla scuola di restauro Lorenzo de' Medici di Firenze.
La costruzione del santuario è legata alla leggenda secondo la quale, intorno all'ottavo secolo, una statuetta della Vergine sarebbe stata sepolta e nascosta sotto un enorme masso, e nel 1514 la Madonna sarebbe apparsa in sogno a padre Leonardo Savina, frate agostiniano, esortandolo a scavare in quella cava per riportare alla luce la sua immagine e a costruirvi sopra un tempio in suo nome; il simulacro fu ritrovato nel 1518. La Madonna della Cava fu eletta e proclamata patrona principale della città di Marsala nel 1788. Negli anni si sono succedute quattro chiese. La grotta, già puntellata e chiusa nel 1981, dopo i lavori riaprì il 10 gennaio del 1997 e la cripta fu riaperta l'anno seguente.
La visita
Il santuario è in via XIX luglio, a Marsala, ed è una rettoria collegata alla parrocchia di Sant'Anna, nella stessa via. Le fonti consultate non riportano orari di apertura: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Dopo la cappella di sinistra cercate l'altare dietro il quale è visibile una pittura scoperta nel settembre del 2017 da tre speleologi locali, poco prima dei cinquecento anni dal ritrovamento del simulacro: ritrae una Madonna con il Bambino che regge un globo crucigero, con in basso la vecchia chiesa di San Giovanni Battista al Boeo, la firma «Franciscu Ballaturi» e la data 1536. Era nascosta da una seconda parete ed è stata scoperta con una telecamera a sonda introdotta da un foro.


