Poggibonsi

Provincia: Siena · Regione: Toscana · Abitanti: 28.952 · CAP: 53036

Il nome viene da un poggio e da un uomo: il colle di Bonizzo, dove a metà del Dodicesimo secolo i borghi della piana si unirono per costruire Poggiobonizio. Fu una città ghibellina superba, che Federico II proclamò imperiale e che il cronista Villani metteva fra le più belle d'Italia, ma durò poco più di un secolo. Nel novembre del 1270 la presero gli eserciti fiorentino e napoletano insieme ai francesi, e i fiorentini comprarono dai francesi il diritto di distruggerla. I mercanti ricchi scapparono di notte; restarono i poveri, e i vincitori li obbligarono a scendere dal colle e a rimescolarsi con la gente del vecchio borgo, giù nella valle. Da allora questa terra porta il nome del castello che aveva perso.

Ci riprovarono: nel 1313 cominciarono a rifare la città lassù, col nome di Monte Imperiale, e smisero quando l'imperatore Arrigo VII morì a Buonconvento; a lui, pochi mesi prima, avevano consegnato le chiavi da una porta che si chiama ancora così. Nel 1488 Lorenzo il Magnifico volle sullo stesso poggio una fortezza modernissima, disegnata dai Sangallo per reggere alla polvere da sparo: non fu mai finita, perché con Siena sottomessa a Firenze quel colle non serviva più a niente. Poi venne l'ultima distruzione, i bombardamenti della seconda guerra, che rasero al suolo quasi tutto. La città di oggi è ricostruita e lavora: è la seconda produttrice di camper della Toscana, e le sue colline a oriente entrano nel Chianti Classico. Perfino lo stemma racconta la prudenza necessaria: il leone lo diede l'imperatore ai ghibellini, e il capo fu aggiunto dopo, in omaggio ai guelfi del re di Napoli che ne era il nemico.

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