Da Rasun di Sotto passava la strada romana che attraverso la val Pusteria collegava le grandi arterie dell'impero, e a dirlo sono le pietre miliari. Una, trovata in località Gosta, ricorda un riattamento generale della strada avvenuto sotto Settimio Severo, nell'anno 201. Un'altra, dedicata a Caracalla, fu rinvenuta nel Settecento e oggi non c'è più: ne resta il disegno che ne fece chi la trovò, e qualcuno crede di riconoscerla in un fregio murato nella canonica della parrocchiale. La strada moderna della Pusteria, invece, la progettò Luigi Negrelli e fu aperta nel 1847; passa per la zona di Windschnur, dove gli scavi hanno restituito reperti che vanno dalla preistoria al medioevo.
Proprio lì ci sono tre ponti, uno accanto all'altro, e messi in fila raccontano due secoli di ingegneria. Il più antico è quello di legno, che sta sotto gli altri due: prima del 1847 la strada postale passava di lì. Poi c'è il ponte ad arco in pietra del 1847, e infine quello costruito dalla Provincia nel 2008, che gli scorre quasi parallelo e che ha permesso di restaurare il vecchio invece di demolirlo. Il vecchio ponte è stato trasformato in un documento: la zona d'accesso è divisa in tre tratti che mostrano tre epoche diverse del manto stradale, l'asfalto con guard-rail d'acciaio, un asfalto più antico con balaustra di calcestruzzo prefabbricato, e la ghiaia calcare con i muretti di pietra, i paracarri di granito e le travi di legno. Nel 1997 Claudio Magris ha dedicato alla valle e ai suoi abitanti uno dei racconti dei Microcosmi.
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