Il nome di questo comune vuol dire l'ultimo, ed è una descrizione geografica: la Val d'Ultimo è una valle laterale che si stacca dall'Adige e finisce contro le montagne, e il paese sta in fondo. Il toponimo è documentato come Ultun già fra l'undicesimo e il dodicesimo secolo, poi come Ultime, Ulten e Ultimis, e viene dal latino ultimus, estremo. La microtoponomastica storica della valle è quasi interamente in tedesco, e questo dice che i baiuvari la colonizzarono in modo capillare nell'alto medioevo, maso per maso. Fino alla prima età moderna la valle era un distretto giudiziario dei conti del Tirolo, diviso in dodici Werchen e amministrato da funzionari del principe: in un documento del 1434 compare Ulreich Fulhyn, phleger in Ultenn, cioè l'amministratore in Ultimo. Il comune come lo conosciamo oggi è stato creato nel 1810 unendo cinque località, e una di esse, San Pancrazio, più tardi si è staccata di nuovo.
A Santa Gertrude, in località Klapfberg, ci sono tre larici che si ritengono millenari, e la ragione per cui lo si può dire è che ne è caduto un quarto. Quell'albero fu abbattuto da una tempesta negli anni trenta, e contando i suoi anelli se ne trovarono circa duemila: da lì si è dedotta l'età dei fratelli rimasti in piedi. La provincia li ha classificati come monumenti naturali, cioè li tutela come si tutela un edificio. Lo stemma del comune, adottato nel 1967, porta le insegne dei conti di Eschenlohe, che subentrarono ai conti di Ultimo quando quel casato si estinse, con l'aquila che dichiara la loro appartenenza al Tirolo. Qui la lingua madre è il tedesco per la quasi totalità degli abitanti.
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