Festa di San Matteo Apostolo
📅 Ogni anno, il 21 settembre
Il 21 settembre Asiago festeggia san Matteo apostolo; gli abitanti dell'Altopiano sono ancora oggi accomunati dalle usanze cimbre, di origine germanica.
Nel 1310 i sette comuni dell'altopiano si diedero un governo comune, la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, con una propria milizia: fu una delle prime federazioni autonome d'Europa, e Asiago ne era la capitale. Restò terra separata fino al 1807, quando i francesi ne abolirono sovranità e indipendenza. Il nome, invece, non è germanico come sembra: compare nel 1204 come Axiglagum ed è un prediale latino, da un Asellius o un Acilius; la forma cimbra Slege ne è solo un adattamento, e non ha fondamento l'etimologia che la vorrebbe derivata dal tedesco per taglio di boschi. Poi venne la guerra: dopo l'Offensiva di Primavera Asiago si trovò nella terra di nessuno, bombardata dalle artiglierie austroungariche e da quelle italiane, e fu rasa completamente al suolo. La ricostruirono appena finite le ostilità, e sul colle Leiten un ossario raccoglie i caduti di tre anni di combattimenti.
Asiago sta intorno ai mille metri ed è uno dei centri abitati più freddi delle Alpi: il record ufficiale è di trentuno gradi sotto zero, registrati il 22 e il 23 gennaio del 1942. È anche il motivo per cui l'Università di Padova ha messo qui i propri osservatori, che sono il principale centro italiano di astronomia ottica. Quello del colle Pennar aprì proprio nel 1942 con il più grande telescopio d'Europa di allora, un riflettore da centoventidue centimetri intitolato a Galileo; la stazione di Cima Ekar aprì nel 1973 con il Niccolò Copernico, da centottantadue centimetri, il maggiore strumento ottico su suolo italiano. Nel 1996 gli astronomi padovani hanno dato il nome di Asiago all'asteroide numero 7679.
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📅 Ogni anno, il 21 settembre
Il 21 settembre Asiago festeggia san Matteo apostolo; gli abitanti dell'Altopiano sono ancora oggi accomunati dalle usanze cimbre, di origine germanica.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Asiago, ma a portata di gita.