Baccalà alla Vicentina
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
Leggi la scheda →Rotzo sta all'estremità occidentale dell'Altopiano dei Sette Comuni, fra la Val d'Assa e la Val d'Astico. Il nome compare dal 1175 e viene da rozzo, che nel vicentino antico voleva dire gruppo di case: si esclude che c'entri il personale germanico Rozzo, perché il toponimo è più antico dell'arrivo dei Cimbri, che pure chiamano il paese Rotz. In località Bostel, vicino a Castelletto, c'è uno dei siti archeologici più importanti dell'Altopiano: un villaggio stabile della seconda età del ferro, scavato già verso la metà del Settecento dall'abate Agostino Dal Pozzo, che riportò alla luce più di quaranta casette in muro a secco, ognuna con una stanza sola, l'ingresso rivolto a ovest e in mezzo una buca circolare dove si cuoceva.
Nel 1598 l'ispettore dell'Altopiano Francesco Caldogno mandò al doge una relazione in cui descriveva Rotzo così: una località non molto ampia né bella, ma assai fiorente grazie al clima mite e alla vicinanza con la pianura, che permetteva ai suoi abitanti di commerciare. Tre secoli dopo la Grande Guerra portò via tutto: le famiglie dovettero lasciare le case e passarono gli anni del conflitto da profughe a Barbarano Vicentino e a Stradella, in provincia di Pavia; la chiesa di Santa Gertrude fu rasa al suolo, e quella che si vede oggi, neogotica, è del 1938. Sul territorio resta il forte Campolongo.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Rotzo, ma a portata di gita.