Baccalà alla Vicentina
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
Leggi la scheda →Nello stemma del comune ci sono due templi. Quello in alto è il tempio della Fortuna Virile di Roma, con la scritta «Fortunae» sulla base, e sta lì perché la chiesa parrocchiale di Castegnero è stata costruita sulle fondamenta di un tempio pagano dedicato alla Fortuna; dentro quella chiesa c'è ancora una stele di marmo romana, sulla quale una donna, Satria Procula, dedicava qualcosa alla stessa dea. Il tempio in basso è greco, porta la scritta «Palladium», e sta per l'ideale dell'istituzione democratica del comune. Il nome forse viene dai castagni, forse da una parola che indicava le opere difensive: qui c'è una via Castellaro, e un documento del 1219 scrive il posto Castelniero.
Nel 1312, quando Vicenza passò agli Scaligeri, la postazione fortificata vicino al ponte sul Bisatto fu espugnata: i pochi contadini di guardia furono gettati nel canale, e la popolazione si rifugiò nei covoli, le grotte naturali dei colli intorno. Sotto Venezia, Castegnero e Villaganzerla erano due comuni distinti, retti da propri statuti e da propri amministratori; nel 1816 un decreto imperiale sciolse i comuni più piccoli per evitare sprechi, e Villaganzerla fu aggregata a Castegnero. Due secoli dopo è toccato a Castegnero: il 21 febbraio del 2026 il comune è stato soppresso e fuso con Nanto, e i due insieme si chiamano adesso Castegnero Nanto.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Castegnero, ma a portata di gita.