In Italia quasi ogni comune ha il suo santo e la sua festa, e la maggior parte è fatta di una messa, una processione e i fuochi della sera. Poi ci sono le feste che non assomigliano a nessun'altra: città intere che per un giorno vivono solo per quello, riti che si ripetono uguali da secoli, momenti in cui la devozione diventa uno spettacolo che lascia senza parole anche chi non crede. Ne abbiamo scelte cinque, da Gubbio a Trapani, con la data per metterle in agenda.
Le cinque feste
1. Sant'Agata, Catania
Quando: dal 3 al 5 febbraio.
È una delle feste religiose più partecipate al mondo. Il 3 febbraio l'offerta della cera e le carrozze settecentesche del Senato aprono i festeggiamenti; all'alba del 4, dopo la Messa dell'Aurora, il fercolo d'argento con le reliquie della santa esce dalla cattedrale per il giro esterno della città. Lo tirano con due lunghi cordoni i devoti vestiti del sacco bianco, al grido di «Semu tutti devoti tutti». Il 5 la processione risale via Etnea fra le candelore, i pesanti cerei scolpiti delle corporazioni portati a spalla con un'andatura dondolante che i catanesi chiamano «annacata». Sulle bancarelle ci sono le minne di Sant'Agata, cassatine bianche con una ciliegia candita, che ricordano il martirio della giovane catanese. La santa ha anche una festa d'estate, il 17 agosto, per il ritorno delle reliquie da Costantinopoli nel 1126 (la scheda della festa).
2. La Festa dei Ceri, Gubbio
Quando: il 15 maggio.
Tre grandi macchine di legno, coronate dalle statue di sant'Ubaldo, san Giorgio e sant'Antonio abate, vengono portate di corsa per le vie della città e poi su per il monte Ingino, fino alla basilica dove riposa il patrono. Non è una rievocazione: si ripete ogni anno almeno dal XII secolo, ed è fra le manifestazioni più antiche d'Italia. Non vince chi arriva primo, perché l'ordine è sempre lo stesso: conta portare il cero senza farlo cadere. Il peso che la festa ha per l'Umbria si vede anche sulla bandiera: dal 1973 i tre ceri stilizzati sono il simbolo della Regione (la scheda della festa).
3. Il Festino di Santa Rosalia, Palermo
Quando: a metà luglio, con la notte principale fra il 14 e il 15.
«Viva Palermo e Santa Rosalia» è il grido che accompagna da quattro secoli u fistinu, la festa che la città dedica alla sua patrona dal 1624, quando la fine della peste fu attribuita alle reliquie della santa ritrovate sul monte Pellegrino. La sera del 14 luglio il carro trionfale con la statua della Santuzza percorre il Cassaro, dal Palazzo Reale al Foro Italico, fra musica, teatro e migliaia di persone. Il finale sono i fuochi sparati sul mare; il 15 la festa continua con la processione delle reliquie per il centro storico (la scheda della festa).
4. La Madonna della Bruna, Matera
Quando: il 2 luglio.
La festa si celebra ogni anno dal 1389, quando papa Urbano VI istituì in quella data la festa della Visitazione, appoggiandosi a una devozione che in città esisteva già. A renderla diversa da tutte le altre è il finale. Il carro trionfale di cartapesta, costruito per mesi da un artigiano scelto ogni anno, porta la statua per la città e poi, in piazza, viene assaltato dalla folla e fatto a pezzi: chi riesce a portarsi a casa un frammento lo tiene come ricordo e come protezione. Ogni anno il carro si distrugge e ogni anno si ricostruisce da zero (la scheda della festa).
5. La Processione dei Misteri, Trapani
Quando: il Venerdì santo.
Venti gruppi scultorei in legno, tela e colla, che raccontano la passione di Cristo, escono nel pomeriggio del Venerdì santo e attraversano la città per tutta la notte, portati a spalla dai rappresentanti dei ceti, le antiche corporazioni di mestiere. La processione si chiude verso le due del pomeriggio del sabato, e ad aprirla è la Separazione, il gruppo curato dagli orefici. Il passo è lento e ondeggiante, al ritmo delle bande che suonano marce funebri. Il resto dell'anno i Misteri stanno nella chiesa del Purgatorio, dove si possono vedere da vicino (le feste di Trapani).
Le altre da mettere in agenda
Nel 2013 l'UNESCO ha iscritto nel patrimonio immateriale dell'umanità la rete delle grandi macchine a spalla italiane: la Macchina di Santa Rosa a Viterbo, il 3 settembre, i Gigli di Nola a giugno, la Varia di Palmi ad agosto e i Candelieri di Sassari, che scendono per la città il 14 agosto. In tutti e quattro i casi strutture enormi vengono sollevate e portate per le strade da centinaia di uomini. E a Enna, il 2 luglio, la statua della Madonna della Visitazione viaggia sulla Nave d'Oro del 1590, portata da 124 confrati per le vie della città alta.
Come vederle
Queste feste richiamano folle enormi: per Catania, Palermo e Gubbio conviene prenotare l'alloggio con mesi di anticipo e arrivare in città il giorno prima. Gli orari cambiano da un anno all'altro e li pubblicano i comitati delle feste e le diocesi. Ogni festa ha la sua scheda nella sezione eventi del comune, e l'agenda del venerdì segnala le date man mano che si avvicinano.