Patroni di Eboli sono san Vito e san Berniero, festeggiati il 15 giugno. Al primo è dedicata la chiesa di San Vito al Sele, risalente al X secolo; al secondo è intitolata una cappella settecentesca cittadina, mentre a un pittore attivo nella seconda metà del Cinquecento si devono, sempre a Eboli, gli affreschi di un'abside della basilica di San Pietro Alli Marmi e una tavola del 1574 raffigurante la Vergine col Bambino fra i santi Pietro, Paolo, Girolamo e Berniero, considerata la prima raffigurazione su tavola del santo compatrono.
Eboli conserva importanti testimonianze storiche come il Castello Colonna, di origine medievale. La città deve gran parte della propria fama contemporanea al celebre libro di Carlo Levi, «Cristo si è fermato a Eboli», sebbene le vicende narrate nell'opera si svolgano in realtà in Basilicata durante il regime fascista; un monumento allo scrittore sorge oggi lungo il viale Amendola. Eboli fu inoltre sede di un discorso bellicoso pronunciato da Benito Mussolini poco prima dell'inizio della guerra d'Etiopia, evento che lo stesso dittatore avrebbe ricordato all'inizio della campagna italiana in Grecia.