Sbrisolona
Farina bianca e gialla, mandorle, burro e zucchero, che si rompe con le mani: la sbrisolona è il dolce di Mantova, già alla corte dei Gonzaga.
Leggi la scheda →Villimpenta si chiama così da villa picta, la villa dipinta: un nome che parla di decorazioni e non di confini, mentre di confini è fatta tutta la sua storia. La prima citazione è del 1047 e riguarda un castellum in Villapicta che l'imperatore Enrico III aveva donato all'abbazia veronese di San Zeno. Poi il paese passò ai veronesi, tornò ai mantovani nel 1243, andò agli Scaligeri e ai Visconti, e il 23 gennaio 1391 Francesco I Gonzaga lo comprò da Gian Galeazzo Visconti, castello compreso.
Sotto i Gonzaga restò fino al 1708, con due saccheggi per strada, nel 1618 e nel 1796. Di quei passaggi restano il castello scaligero e la villa Gonzaga-Zani attribuita a Giulio Romano. Il gemellaggio, invece, oggi se lo sceglie il paese: la Festa del Risotto è gemellata con la sagra dell'oliva schiacciata di Martano, nel Salento, a mezza Italia di distanza.
Farina bianca e gialla, mandorle, burro e zucchero, che si rompe con le mani: la sbrisolona è il dolce di Mantova, già alla corte dei Gonzaga.
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Fuori da Villimpenta, ma a portata di gita.