La chiesa di Santa Maria Assunta è il duomo di Pesaro e la cattedrale dell'arcidiocesi omonima; ha il titolo onorifico di basilica minore.
Cosa vedere
La facciata risale al 1282-1312, è in mattoni di cotto a vista e conserva i caratteri tipici dello stile romanico. L'interno, a croce latina con tre navate divise da pilastri, è in stile neoclassico. Nella navata di destra si trovano la cappella di san Terenzio, dove sono conservate le reliquie del santo e di altri santi patroni cittadini, e un affresco trecentesco della Madonna del popolo; nella navata di sinistra, la cappella del Santissimo Sacramento. Sopra la porta d'ingresso c'è una tela settecentesca di Marco Benefial con Maria Assunta tra santi, nel transetto di sinistra una Crocifissione con santi di Giovanni Giacomo Pandolfi, del Seicento. Il presbiterio è ricco di opere: un affresco quattrocentesco della Madonna della misericordia, la cappella del Crocifisso con un crocifisso ligneo del Quattrocento e le tombe dei vescovi locali, un affresco quattrocentesco della Madonna con Bambino e i santi Pietro e Girolamo, attribuito nel 2000 alla scuola di Giovanni Santi. L'abside è un'opera moderna, con affreschi e vetrate del 1950 che raffigurano i santi patroni cittadini: Serafina Sforza, Decenzio, Terenzio, Eracliano e Felicia Meda. L'organo a canne è un Mascioni opus 914, costruito nel 1970.
Sotto il pavimento furono scoperti, nella seconda metà dell'Ottocento, due mosaici sovrapposti che attestano due chiese paleocristiane: la prima del IV secolo, la seconda della seconda metà del VI, dopo che la prima fu distrutta durante le guerre gotiche. Il pavimento del secondo livello, frutto di interventi fra il VI e il XIII secolo, era l'unico visibile; dall'autunno 2025 si può ammirare anche quello sottostante, attraverso una nuova pavimentazione in vetro. La chiesa divenne cattedrale quando vi furono trasferite le reliquie del patrono san Terenzio, a cui fu inizialmente dedicata; fu arricchita di doni dai Malatesta e dagli Sforza, e vi si venera anche la beata Serafina Sforza, il cui corpo incorrotto vi fu sepolto. Fu poi rifatta completamente in stile barocco, con la distruzione dell'abside, del campanile, del battistero e dell'atrio porticato, e consacrata a Maria Assunta nel 1663; tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento l'interno fu riformulato in stile neoclassico da Giovanni Battista Carducci e Luigi Galli. Con le spoliazioni napoleoniche furono inviate dalla città in Francia, nel 1796, sette opere e solo tre tornarono; fra quelle rimaste c'è un'Annunciazione attribuita a Caravaggio, oggi al museo di Nancy.
La visita
La cattedrale si trova a Pesaro. Le fonti consultate non indicano orari di apertura né come si visitano i mosaici: informazioni si possono cercare sul sito ufficiale (domuspesaro.it) e su quello dedicato ai mosaici (pesaromosaici.it).
Il consiglio della redazione
Cercate la nuova pavimentazione in vetro aperta dall'autunno 2025: permette di vedere il pavimento musivo sottostante, quello che per secoli è rimasto nascosto.
