La Porta della Mandria è una porta di epoca romana nelle mura di Fano, che a partire dal 220 a.C. consentiva di uscire dalla città verso Pesaro.
Cosa vedere
Scampata, almeno in parte, agli abbattimenti antichi e a quelli recenti, ancor più devastanti, la porta si apre a metà di un interturrio nel tratto di mura detto «della Mandria», da cui prende il nome. Il nome viene dall'abitudine, in epoca medievale, di portare le mandrie al pascolo in questa zona delle mura. La porta garantiva anche il passaggio dei carri commerciali: sulle pietre dell'arcata si vede il segno del continuo strisciare dei mozzi metallici delle ruote, nel voltare verso il centro. Faceva parte di una lunga cinta di 1760 metri, scandita da 28 torrioni. Dimenticata insieme alla restante cortina muraria, è tornata alla luce nel 1925 durante uno dei tentativi, per fortuna scongiurati, di demolire le mura.
È l'unico tratto di mura urbiche davvero regolare in ogni sua parte, il che fa pensare a una sua costruzione primaria. La porta è esattamente centrata e in asse con la strada che vi giungeva. È integra fino all'imposta dell'arco, in blocchi parallelepipedi di arenaria gialla locale in opus quadratum, cioè in filari omogenei di blocchi squadrati sovrapposti; la parte superiore è frutto di un accurato restauro con i massi superstiti, ricollocati e integrati con mattoni. Fu costruita secondo un progetto preciso, basato sulla disposizione simmetrica delle componenti: non può competere in magnificenza con la contemporanea porta d'Augusto, ma l'erosione di uno dei due pilastri laterali, dovuta al passaggio dei carri, mostra quanto la strada fosse frequentata.
La visita
La porta è nel tratto di mura detto della Mandria, a Fano. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
L'intero settore di mura, con i quattro torrioni alle estremità, misura 167 metri, circa 565 piedi romani, ed è l'unico tratto davvero regolare della cinta.
