🏰 Castelli e palazzi

Villa Imperiale

📍 Pesaro, Marche · 55/100

Villa Imperiale è un'antica dimora signorile extraurbana sui rilievi del Monte San Bartolo, presso Pesaro: un monumento del Rinascimento costruito in due fasi fra il XV e il XVI secolo, con l'ampliamento progettato da Gerolamo Genga.

Cosa vedere

La denominazione deriva dal fatto che l'imperatore Federico III d'Asburgo, di passaggio a Pesaro verso Roma per l'incoronazione, pose la prima pietra. La prima costruzione fu voluta da Alessandro Sforza e, pur essendo un «luogo di delizia» fuori città, aveva tratti dell'architettura difensiva, come merli (poi eliminati) e torrette. Nel secondo decennio del Cinquecento il duca Francesco Maria I della Rovere e la moglie Eleonora Gonzaga, che avevano riconquistato il ducato di Urbino dopo un lungo esilio, incaricarono Genga di rinnovare e ampliare l'edificio: fu aggiunto un corpo quadrangolare con logge sui quattro lati e paramento in laterizio a vista. Genga coordinò un vasto programma di pitture murali a cui lavorarono, in varie fasi, Dosso e Battista Dossi, Raffaellino del Colle, Francesco Menzocchi, Agnolo Bronzino e Camillo Capelli; fra i soggetti le fonti ricordano le Fatiche di Ercole, la storia dei Della Rovere e la Sala della Calunnia. Dietro il nucleo originario fu organizzato un sistema di giardini terrazzati con giochi d'acqua.

Nel 1631 il ducato di Urbino tornò allo Stato Pontificio e le proprietà Della Rovere passarono ai Medici, villa compresa, che rimase a lungo trascurata. Dal 1763 fino alla fine del secolo vi furono ospitati gesuiti spagnoli e portoghesi costretti all'esilio: sale e logge divennero celle e oratori, le altane furono murate e molte decorazioni scomparvero. Nel 1777 il principe Orazio Albani ottenne la villa in enfiteusi perpetua da Pio VI; nella seconda metà dell'Ottocento i Castelbarco Albani fecero i primi restauri, con ampie ridipinture di Giuseppe Gennari sopra i dipinti preesistenti, mentre i restauri promossi negli anni Sessanta hanno riportato alla luce ampie parti degli originali cinquecenteschi. Danneggiata nella Seconda guerra mondiale solo in zone prive di decorazioni, dal 1945 fu restaurata, con lavori conclusi negli anni Settanta; nel 1974 iniziarono le prime aperture al pubblico. Alla villa sono legate anche le carte di papa Clemente XI, della famiglia Albani: dal 1915, dopo la vendita del Palazzo Albani di Urbino, le casse con i documenti sono a Villa Imperiale, insieme a una raccolta di ventitré libri di musica per liuto e altri strumenti, di compositori della cerchia romana tra il 1576 e il 1653.

La visita

La villa è sul Monte San Bartolo, presso Pesaro. Secondo le fonti consultate è visitabile da fine maggio a fine settembre, il mercoledì e il sabato, su prenotazione: l'informazione può essere superata e va verificata.

Il consiglio della redazione

Anche Villa Caprile, con il suo giardino a giochi d'acqua, sorge sulle alture del San Bartolo, sopra Pesaro: le due ville si possono vedere nella stessa zona.

Sempre a Pesaro

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