Villa Caprile è un edificio barocco con giardini storici sul colle di San Bartolo, in posizione panoramica sopra la città di Pesaro; oggi ospita l'Istituto di istruzione superiore «Antonio Cecchi», a indirizzo agrario.
Cosa vedere
Il cuore del complesso è il giardino all'italiana su più livelli, con giochi d'acqua sei-settecenteschi tra i più integri e funzionanti del loro genere, pensati per sorprendere il visitatore con automatismi e getti improvvisi, anche nelle «grotte» sotto la scala principale; sono controllati da un operatore-accompagnatore e seguono un percorso narrativo e ludico. Il livello superiore ha aiuole e una vasca ottagonale al centro, quello intermedio era il pomario, con una fontana con due tritoni; in basso una doppia rampa semicircolare porta a una vasca con la statua di Atlante. In una radura si trova il piccolo teatro di verzura, con gradinate vegetali di cipresso e bosso potati ad arte, inaugurato nel 1792 da Francesco Mosca Barzi per le rappresentazioni private dell'Arcadia pesarese. Il corpo principale della villa, barocco, ha tre piani e un belvedere centrale aggiunto nella seconda metà del Settecento; al piano nobile le stanze sono decorate con scene del mito classico, dipinte da Giulio Cesare Begni e rinnovate fra il 1763 e il 1797 da Ubaldo Geminiani, e nel grande salone il soffitto reca il motto «Sine Cerere et Bacco, friget Venere». Sul retro ci sono una galleria degli specchi con stucchi di Antonio Trentanove e un oratorio neoclassico dedicato a San Francesco, progettato nel 1763.
La villa nacque come «villa di delizia»: nel 1640 il marchese Giovanni Mosca, della famiglia di ricchi mercanti di seta bergamaschi stabilita a Pesaro dal 1550, avviò la costruzione di una dimora estiva sul poggio detto «Caprile». Nel tempo fu punto di riferimento dell'aristocrazia locale e tappa culturale di rilievo europeo, con ospiti come Stendhal, Giacomo Casanova, Carolina di Brunswick e Napoleone Bonaparte. Il mantenimento era però diventato troppo oneroso e nel 1876 i Mosca vendettero il complesso, che fu trasformato in scuola d'agricoltura; nel 1924 proprietà e gestione passarono alla Provincia di Pesaro. Durante la Seconda guerra mondiale i tedeschi la usarono come piazzaforte del settore orientale della Linea Gotica e la villa subì danni; nel 2022 è stato ripristinato uno dei cinque bunker di cui era stata dotata. Vicino ai giardini un cippo ricorda i caduti alleati e mostra la pala di un bombardiere B-26 Marauder precipitato nei terreni.
La visita
La villa è sul colle di San Bartolo, sopra Pesaro. Le fonti consultate non indicano orari né condizioni di visita: vanno verificati, in particolare per i giochi d'acqua, che secondo le fonti sono controllati da un operatore che accompagna i visitatori.
Il consiglio della redazione
L'accesso principale di oggi è quello laterale, ma l'accesso monumentale, in asse con la villa, è ancora visibile anche se chiuso al passaggio: sulla via Flaminia due massicce torrette poligonali con stucchi di Antonio Trentanove segnano l'ingresso da cui un tempo saliva il viale con ventiquattro statue.
