Il patrono di Misterbianco è sant'Antonio abate, festeggiato tre volte l'anno: il 16 e 17 gennaio, il 12 dicembre e, ogni tre anni, con la festa principale della prima domenica di agosto, chiamata in dialetto «a festa ranni», iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana.
L'eruzione dell'Etna del 1669 seppellì sotto la lava l'antico borgo di Misterbianco insieme al suo monastero: gli abitanti ottennero l'autorizzazione a fondare un nuovo comune nel sito di contrada Milicia, il cui territorio fu acquistato il 24 novembre 1670 al prezzo di 501 onze, 12 tarì e 10 grana. Dell'abitato sommerso restano visibili ancora oggi il sito archeologico di Campanarazzu, le terme romane e la chiesa della Madonna degli Ammalati, il cui edificio originario, sopravvissuto alla lava, crollò poi nel terremoto del Val di Noto del 1693: si salvò solo la parete nord, con l'affresco di Maria Santissima degli Ammalati.


