Il patrono di Giarratana è san Bartolomeo apostolo, patrono principale «ab antiquo»: già nel 1308 il Vaticano citò il paese perché l'antica chiesa a lui dedicata contribuiva alla decima, l'antica tassa medievale. Le festività in suo onore hanno inizio il 16 agosto, quando il suono delle campane battute a mano e 24 colpi di cannone annunciano la discesa della vara, che lascia la cappella dell'altare maggiore della chiesa di San Bartolomeo per essere posta nella navata centrale: la festa, di ricorrenza secolare, è stata inserita nel registro delle eredità immateriali della Regione Siciliana. La sua spettacolarità si deve alla ripida scalinata di diciannove gradini che i portatori devono affrontare per raggiungere il piano stradale, dove i cittadini accolgono il patrono al grido di «Autu ù patronu»; la processione, accompagnata da preghiere e marce della banda, è scandita dal suono di una campana d'argento che ne annuncia il passaggio nelle vie del quartiere antico, ù cuozzu.
Nel 1400, dopo la partecipazione di Giarratana alla rivolta contro re Martino I con Bernardo Cabrera, il feudo entrò a far parte della contea di Modica e fu poi venduto alla famiglia Settimo, di origine pisana, sotto la cui signoria crebbe notevolmente l'importanza del paese: papa Alessandro VII vendette nel 1600 il corpo di sant'Ilaria ai signori di Giarratana, in realtà acquistato a Roma prima del 1667 dal sacerdote Antonio Distefano e tuttora custodito nella secolare chiesa di San Bartolomeo. La nuova Giarratana nacque ufficialmente il 26 agosto 1693, dopo il terremoto, quando Donna Pasqua vendette ai giurati del paese la collina su cui sorge l'attuale cittadina: le chiese furono le prime a essere ricostruite, nella stessa posizione dell'abitato pre-terremoto, con la basilica di Sant'Antonio abate a nord, la chiesa di San Bartolomeo a sud e la chiesa madre, dedicata a Maria Santissima Annunziata e San Giuseppe, al centro. Compatrona di Giarratana è Maria Santissima della Neve, festeggiata il 5 agosto con una processione che parte dalla chiesa di Sant'Antonio Abate.