Il castello dei Ventimiglia, detto anche castello di Bonifato, sorge in cima al monte Bonifato sopra Alcamo, al limite della riserva naturale Bosco di Alcamo. Enrico Ventimiglia, conte di Alcamo, succeduto al padre Guarnieri, dichiarò di averlo fatto costruire a difesa da eventuali attacchi, alla fine del Trecento; secondo diverse interpretazioni però il castello sarebbe più antico. Si racconta infatti che fu distrutto nel 1243 per ordine di Federico II e ricostruito a proprie spese dai Ventimiglia prima del 1391; nel 1340 Federico III lo aveva assegnato a Raimondo Peralta, conte di Caltabellotta.
Cosa vedere
Il castello aveva quattro torri e una pianta a trapezio rettangolo. Resta solo il mastio, o torre maestra, chiamato impropriamente torre saracena: sta a nord-ovest, ha pianta rettangolare e muri spessi 2,2 metri, e grazie alla sua posizione controllava la strada che saliva fino alla porta, sul lato sud-ovest. Vi si entrava al primo piano con una scala mobile di legno.
All'interno la torre aveva quattro livelli: al piano terra la cisterna per l'acqua piovana e le prigioni; al primo due stanze con volta, una con camino; al secondo altre due stanze con soffitto di legno; all'ultimo una stanza dove si accendevano i fuochi per le segnalazioni. Nel 1779 le rovine furono incluse dal principe di Torremuzza, Gabriele Lancillotto Castello, nel piano di conservazione dei beni culturali della Sicilia.
La visita
In epoca moderna le rovine sono state deturpate da un'antenna radiotelevisiva piantata al centro delle mura, che ha cambiato molto l'aspetto del luogo. Accessibilità e condizioni vanno verificate prima di salire.
Il consiglio della redazione
Il castello è al margine della riserva Bosco di Alcamo: la salita si può unire a uno dei tre sentieri della riserva, tra pinete e resti dell'antica città di Bùnifat.


