Il castello di Calatubo, in latino castrum Calathatubi, è un'antica fortezza nelle campagne di Alcamo, ben visibile dall'autostrada A29. Il sito è frequentato da tempi antichissimi, con i resti di un insediamento elimo e una necropoli del VII secolo a.C. Le origini del castello risalgono all'età normanna: nel 1093, fissando i confini della diocesi di Mazara, il conte Ruggero vi incluse Calatubo con tutte le sue dipendenze. Intorno sorgeva un villaggio che viveva di cereali e di macine da mulino cavate lungo il torrente Finocchio, come ricorda il geografo al-Idrisi nel Libro di Re Ruggero del 1154.
Cosa vedere
Dal medioevo il castello faceva parte della catena di torri e forti fra Palermo e Trapani che si scambiavano segnali luminosi in caso di attacco, e collegava gli avamposti di Carini, Partinico e Castellammare del Golfo. Nel 1338 fu assegnato a Raimondo Peralta, conte di Caltabellotta. Abbandonato il villaggio dopo la conquista di Federico II, la fortezza divenne un baglio, con magazzini e stalle per il feudo, e alla fine dell'Ottocento nel secondo cortile si produceva il vino Calatubo.
Il complesso si allunga da est a ovest, su una rupe calcarea a circa 152 metri di quota da cui si vedono il monte Bonifato e il golfo di Castellammare. È inaccessibile su tre lati; dall'unico accesso, a ovest, una rampa a gradoni porta alla prima cinta, con un pozzo e una chiesa ad aula, poi a un cortile, alla seconda e alla terza cinta con una torre oblunga, fino al nucleo principale a pianta rettangolare sul lato sud della rocca.
La visita
Il castello restò in buone condizioni fino al terremoto del Belice del 1968; poi l'uso come ovile, gli scavi clandestini e un incendio nel luglio 2013 lo hanno danneggiato. Nel 2007 lo ha comprato il Comune; segnalato più volte ai Luoghi del Cuore del FAI, è arrivato terzo nella classifica 2014-2015. Di norma è chiuso per inagibilità, ma è stato aperto in alcune giornate grazie all'associazione Salviamo il Castello di Calatubo: nel marzo 2015 le visite furono circa cinquemila. Eventuali aperture vanno verificate.
Il consiglio della redazione
Una credenza popolare racconta di lunghi cunicoli sotterranei che collegherebbero Calatubo al castello dei conti di Modica e al castello dei Ventimiglia sul monte Bonifato.



