Il santuario di Maria Santissima dell'Alto, per gli alcamesi la Maronna di l'avutu, sorge in vetta al monte Bonifato, sopra Alcamo. Una leggenda del Cinquecento racconta che tra le mura del castello fu trovata un'antica icona della Madonna, quasi dipinta al suolo e interrata; un devoto pregò perché si alzasse un poco per potervi costruire un altare, e il giorno dopo l'immagine era all'altezza desiderata. Il primo documento su una chiesa sul Bonifato, fondata da tre frati carmelitani, è un atto del notaio Balduccio del 1558; i pellegrini aiutarono i frati a ricostruirla nel luogo del ritrovamento.
Cosa vedere
La prima chiesa era lunga circa 17 metri e larga 7, con l'ingresso a est e il campanile sopra. Già nel 1583 era in abbandono; nel 1646 il vescovo di Mazara approvò lo statuto della congregazione di Santa Maria dell'Alto, formata da nobili, sacerdoti e popolani che si impegnarono a restaurarla. L'edificio attuale, restaurato l'ultima volta nel 1930, ha una navata e tre altari: il maggiore, quello di San Giuseppe e quello del Crocifisso.
Sull'altare maggiore c'è la statua lignea della Madonna dell'Alto di Luigi Santifaller, del 1950; in sagrestia un'altra di Giuseppe Ospedale. C'è anche una Madonna dipinta su lamiera di zinco da Liborio Mirabile, restaurata nel 1930 e ritoccata nel 1982. La pittura originaria e la statua lignea del 1644 sono andate perdute.
La visita
La festa si prepara tra agosto e settembre: l'ultima domenica di agosto i fedeli salgono a piedi in pellegrinaggio dalla chiesa del Sacro Cuore, segue una settimana mariana e l'8 settembre, Natività di Maria, la statua esce in processione. Orari e aperture vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Lungo la via sacra dei pellegrini, nel 1703, furono poste quattordici edicole della Via Crucis; la congregazione le ha rifatte in legno. Nel Cinquecento, racconta il poeta Sebastiano Bagolino, le ragazze salivano fin quassù vestite da Madonna, con un velo nero, per chiedere la pioggia.

