La chiesetta del Santissimo Salvatore sta alle falde del monte Bonifato, lungo la via che sale alla cima, sopra Alcamo. È citata in un documento del 1379, e lo storico Ignazio De Blasi la riteneva molto antica perché ha la porta principale a ovest e il cappellone a est, come nelle chiese dei tempi remoti. Nel 1531 accanto c'era il convento dei padri di Santa Maria della Mercede, detti della Redenzione perché si dedicavano al riscatto dei cristiani prigionieri dei turchi; dal 1621 li seguirono i francescani conventuali.
Cosa vedere
Nel 1639 il patronato era dei bottai, per la cui devozione i venerdì di marzo si celebravano solennemente all'altare maggiore. Verso il 1890 padre Salvatore Mannina costruì alcune stanze sulle rovine del convento, dove visse quasi da monaco con alcuni giovani che volevano diventare preti. Nel 1942 il francescano Alessandro Vincenzo Petralia, cappellano militare, fece restaurare la chiesa su progetto dell'ingegner Giuseppe Russo, e la facciata fu rifatta in stile gotico.
Sull'altare maggiore c'è la tela del Santissimo Salvatore di Angelo Tamajo, pittore e fotografo attivo ad Alcamo, del 1898; su una parete una copia della Madonna del Riposo di Giuseppe Renda, fatta da Francesco di Giovanni nel 1989; in sagrestia un ovale della Madonna del Riposo di Mariella Novara del 1982.
La visita
Dopo il terremoto del 1968 la chiesetta fu affidata al parroco del Sacro Cuore e restaurata nei primi anni Ottanta, lavori che ne evitarono la temuta vendita. Aperture e funzioni vanno verificate con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
Dal 1925 al 1942 la festa del titolare si teneva la prima domenica dopo il 6 agosto: messe, processione nel pomeriggio, banda, alberi della cuccagna e lumini di carta colorata, una sagra di mezza estate per il quartiere e per chi villeggiava in contrada.




