La chiesa di Santa Maria di Gesù, ad Alcamo, nacque nel Quattrocento accanto al convento dei Frati Minori Osservanti fondato dal beato Arcangelo da Calatafimi; nel 1484 il castellano Giovanni di Sanclemente, nobile catalano, chiese nel testamento di esservi sepolto e lasciò fondi per costruirla. In origine stava fuori dalle mura, in aperta campagna, e intorno al 1500 dava il nome a una porta della città, la Porta di Gesù. Nel 1507 fu rifatta e ingrandita con i fondi dei signori di Alcamo, Federico Enriquez e Anna Cabrera; tra il 1762 e il 1776 fu ampliata ancora, e nel 1920 divenne parrocchia.
Cosa vedere
Il portale d'ingresso, del 1507 in marmo di Carrara, è attribuito a Bartolomeo Berrettaro o, secondo altri, a Giuliano Mancino. Sull'altare maggiore c'è una statua in marmo di Santa Maria di Gesù, probabilmente degli stessi due scultori. Nel primo altare a destra c'è la Madonna delle Grazie, detta Madonna greca, attribuita al palermitano Pietro Ruzzolone e commissionata da Federico Enriquez e Anna Cabrera, che vi compaiono in ginocchio con tre paggi e tre damigelle.
Nella cappella a destra dell'ingresso c'è la custodia eucaristica in marmo di Baldassare Massa del 1557, dorata da Giovan Leonardo Bagolino, con l'Ultima Cena alla base. Nel battistero un piccolo San Giovanni Battista di Giuliano Mancino e due medaglioni di scuola gaginiana; sulla volta l'Assunzione di Leopoldo Messina e tre affreschi di Carlo Righetti del 1901 sulla vita di san Francesco; alle pareti la Via Crucis di fra Felice da Sambuca, del 1785-1786, e tele di Tommaso Pollaci del 1788. In controfacciata ci sono due monumenti funebri barocchi degli Aversa.
La visita
Nel 1997 l'area del presbiterio è stata rinnovata su progetto dell'architetto Vincenzo Settipani. Nel 1979 dalla chiesa furono rubate la tela di San Diego d'Alcalá del 1591 e l'Addolorata di Giuseppe Renda. Orari delle messe e di apertura vanno verificati con la diocesi di Trapani.
Il consiglio della redazione
Ai piedi della Madonna greca un'urna di vetro custodisce dal 1961 i resti del beato Arcangelo, portati dalla chiesa di San Michele di Calatafimi; su una parete c'è la sua pietra tombale, con il libro della Regola tra le mani.




