Il comune ha due nomi e tutti e due vanno spiegati. Quello tedesco è Freienfeld, attestato nel Trecento come Frawdenvelt, e vuol dire campo gioioso, ricco — non, come si crede, campo libero da imposte. Quello italiano è molto più giovane: fu creato nel 1923 da Ettore Tolomei, che prese il campo dal tedesco e lo unì al nome di uno dei villaggi, Trens. E Trens è la parola più antica delle tre: è scritta Torrentes nell'827, e viene probabilmente dal latino torrens, il torrente. Il comune si chiama dunque campo del torrente, con un nome che ha un secolo attaccato a uno che ne ha dodici. Anche il comune è stato messo insieme: nel 1849 i paesi qui furono ridotti da nove a tre — Trens, Stilves e Mules — e il diciotto ottobre 1928 un decreto fece dei tre uno solo. Lo stemma, adottato nel 1968, è il disegno esatto di quell'operazione: tre settori verdi per i tre, e un triangolo d'argento in mezzo per il comune che ne è uscito.
Nell'agosto del 1809 i tirolesi tesero un'imboscata e catturarono cinquecento soldati sassoni che combattevano coi francesi, in una strettoia vicino a Le Cave; da allora quella gola si chiama Sachsenklemme, la stretta dei sassoni, e per rappresaglia il borgo di Flanes fu incendiato. Ci sono anche cose molto più vecchie: a Mules sono state trovate la lapide di una donna, Aurelia Ruffina, e una pietra sacra dedicata a Mitra, il dio della luce. Sopra il paese il santuario di Maria Trens richiama pellegrini attorno a una Madonna lignea del 1470 chiamata Nostra Signora delle Valanghe, in una chiesa tardogotica la cui parete sinistra è ricoperta di ex voto. E un'azienda che ha qui i suoi stabilimenti, e che costruisce case prefabbricate, ha consegnato cinquecento alloggi dopo il terremoto dell'Aquila del 2009.
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