I Giardini di Castel Trauttmansdorff sono l'orto botanico di Merano, sui terreni del castello omonimo. Un primo giardino fu sistemato intorno al 1850 dal conte Joseph von Trauttmansdorff, durante il restauro del castello. L'imperatrice Elisabetta d'Austria, Sissi, soggiornò a Merano nel 1870 e nel 1889, e dopo il suo assassinio a Ginevra, nel 1898, nei giardini fu collocato un busto di bronzo in suo ricordo. Quando il castello fu destinato ad altri usi, il giardino originario scomparve: quello di oggi è del tutto nuovo, piantato tra il 1994 e il 2001, l'anno in cui aprì al pubblico.
Cosa vedere
Sono circa ottanta giardini, con piante locali ed esotiche ordinate per regione di origine. I Boschi del mondo riuniscono conifere e latifoglie delle Americhe e dell'Asia; la Scalinata degli oleandri ha anche un olivo antico; i Giardini del sole raccolgono le piante coltivate del Mediterraneo, cipressi, fichi, viti, lavanda e un oliveto presentato come il più settentrionale d'Italia. I Giardini acquatici e terrazzati comprendono un giardino all'italiana, uno all'inglese e un giardino dei sensi, e i Paesaggi dell'Alto Adige mostrano la vegetazione antica della valle dell'Adige.
Ci sono anche una voliera, un bosco alluvionale giapponese, terrazze di riso, piantagioni di tè e dei colubri di Esculapio nel loro ambiente, arrivati dallo zoo alpino di Innsbruck. Dentro il castello ha sede il Touriseum, il museo provinciale del turismo, che racconta in italiano, tedesco e inglese la storia del turismo in Tirolo dalla fine del Settecento a oggi; al secondo piano ci sono gli ambienti storici in cui Sissi passava le vacanze.
La visita
I giardini sarebbero aperti tutti i giorni nella stagione calda, con ingresso a pagamento, e sono facilmente accessibili alle persone con disabilità: date, orari e biglietti vanno verificati sul sito ufficiale.
Il consiglio della redazione
Il percorso del Touriseum comincia in una gola tra pareti di roccia dove giace una carrozza rovesciata, a ricordare i rischi di chi viaggiava nell'Ottocento. Più avanti, nella raccolta di manifesti d'epoca, cercate quelli del meranese Franz Lenhart, cartellonista molto attivo nell'area dolomitica tra gli anni Venti e Cinquanta.


